14/05/2019, 11.04
RUSSIA-UCRAINA
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Filaret si distacca dalla Chiesa autocefala ucraina. Epifanyj vicino ai greco-cattolici

di Vladimir Rozanskij

Il patriarca emerito si lamenta della scarsa attenzione nei suoi confronti e teme il nuovo presidente Volodymyr Zelensky. Il metropolita di Kiev incontra l’arcivescovo maggiore Svjatoslav Shevchuk e sogna l’unione.

Mosca (AsiaNews) - Il patriarca emerito della Chiesa ucraina autocefala, il 90enne Filaret (Denisenko), è entrato in conflitto da qualche settimana con il nuovo metropolita Epifanyj (Dumenko), suo ex-segretario e successore alla guida della Chiesa ortodossa “nazionale”. Filaret ha minacciato di separarsi da Epifanyj, per dar vita a un patriarcato indipendente, di cui intende convocare un sinodo istitutivo. L’anziano gerarca dei tempi sovietici, che per primo si era separato dal patriarcato di Mosca negli anni ’90, si lamenta della scarsa attenzione del giovane metropolita nei suoi confronti, nonostante gli sia stata mantenuta la denominazione primaziale. Dalla costituzione della nuova Chiesa autocefala a inizio febbraio scorso, Epifanyj avrebbe incontrato Filaret non più di cinque volte.

Il patriarca emerito vorrebbe invece rimanere a fianco del successore e primo metropolita della nuova Chiesa, per guidare insieme il gregge dei fedeli e “difendere la nostra Chiesa”, soprattutto dopo le elezioni di aprile che hanno destituito il presidente “protettore della Chiesa”, Petro Poroshenko, per sostituirlo con il ben più laico Volodymyr Zelensky. Il nuovo presidente ha già incontrato Epifanyj, senza però fare promesse agli ortodossi locali, che hanno comunque dichiarato di volerlo sostenere.

Filaret pretende di essere nominato come patriarca in tutte le liturgie della Chiesa ortodossa, cosa che avviene solo in alcune chiese, mentre dappertutto viene nominato nelle litanie il nome di Epifanyj. Il vecchio patriarca continua a ritenere attiva la giurisdizione da lui fondata, separandosi da Mosca nel 1992, e invia le sue missive sulla carta intestata del “Patriarcato di Kiev”. Egli afferma di essere stato “costretto” dal patriarca Bartolomeo di Costantinopoli a non avanzare la sua candidatura al concilio di fondazione dello scorso dicembre, altrimenti la nuova Chiesa avrebbe ora lui come guida, e si avvarrebbe dello status patriarcale.

Non soddisfa il patriarca neanche lo statuto approvato da Costantinopoli con il Tomos di autocefalia, che di fatto mette la Chiesa ucraina in stretta dipendenza dal patriarcato ecumenico, come avviene in modalità variabile per tutte le altre Chiese ortodosse, tranne quella russa. Non a caso gli unici patriarcati che hanno il titolo “cittadino” sono quelli antichi di Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme (a parte il papato di Roma), a cui si è aggiunto quello di Mosca con notevoli forzature. Le altre Chiese autocefale hanno titoli diversi, anche patriarcali, ma sempre “nazionali” (patriarcato di Serbia, Bulgaria, Romania, Albania ecc.), per indicare una funzione più locale, laddove le “città sante” hanno piuttosto un valore universale. È la pretesa storica di Mosca “Terza Roma”, e Filaret vorrebbe attribuire questo valore simbolico anche a Kiev, l’antica “madre delle città russe”.

Le dichiarazioni di Filaret stanno creando parecchio scompiglio tra i fedeli, laddove buona parte del clero è ancora molto legata al patriarca emerito, mentre alcuni gruppi di laici hanno già diffuso comunicati di protesta contro l’ingerenza del vecchio gerarca sovietico. Qualcuno avanza perfino l’ipotesi di una revoca del Tomos, in caso di eccessive divisioni interne alla nuova Chiesa.

Dal canto suo, il metropolita Epifanyj non si è pronunciato sulle critiche e le minacce del suo mentore, oggi suo oppositore, ma alcune sue dichiarazioni hanno creato ulteriori discussioni. Secondo il metropolita di Kiev, “è ammissibile” un domani l’unione con la Chiesa Greco-Cattolica ucraina, guidata dall’arcivescovo maggiore Svjatoslav (Shevchuk), con il quale egli si trova in grande sintonia. Intervenendo a Espresso.TV, Epifanyj ha ricordato che “con i greco-cattolici stiamo realizzando molti progetti importanti, e partecipiamo insieme a tante manifestazioni”, e pare si sia già parlato di una possibile unificazione. “In un incontro con Sua Beatitudine Svjatoslav, abbiamo parlato di approfondire ulteriormente la nostra collaborazione. In essa noi sviluppiamo un dialogo, e non sappiamo fin dove questo ci porterà; teoricamente, è possibile arrivare fino all’unione”. A parere del capo degli autocefali, tutti gli ortodossi ucraini sono destinati a unificarsi, intendendo sia quelli di obbedienza moscovita, sia i greco-cattolici.

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