23/05/2018, 13.00
INDONESIA
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Diocesi di Ruteng e Caritas per un programma di agricoltura sostenibile

di Mathias Hariyadi

Le delegazioni di diverse nazioni si sono confrontate con la popolazione locale sui problemi umanitari del territorio. Alle attività hanno partecipato anche alcuni funzionari governativi locali. Il fenomeno della migrazione economica dei mariti ha consentito alle donne locali di diventare protagoniste della realtà produttiva. La Chiesa rivolge loro programmi di sviluppo umano e spirituale.

Jakarta (AsiaNews) – Nella “cattolica” provincia meridionale di East Nusa Tenggara (Ntt), 34 rappresentanti delle Caritas di 13 nazioni asiatiche hanno preso parte ad un programma di quattro giorni nella remota diocesi di Ruteng, dal tema “Agricoltura sostenibile, visita ed apprendimento”.

P. Martin Chen, sacerdote diocesano e membro del comitato organizzatore, spiega ad AsiaNews che la scelta di tenere l’iniziativa a Ruteng è stata dettata da alcuni motivi principali. Tra questi vi erano la possibilità per tutti i partecipanti di imparare dalla popolazione locale le migliori pratiche disponibili nell'agricoltura biologica e l’opportunità di comprendere le problematiche umanitarie del territorio, al fine di coinvolgere le parti interessate a trovarvi soluzione.

Tra i vari contributi, la delegazione della Caritas cambogiana ha illustrato le modalità di produzione di fertilizzanti organici usando microrganismi; ha anche esposto le migliori pratiche adottate dagli agricoltori cambogiani affinché i prodotti biologici mantengano un buon prezzo sul mercato. “È positivo – afferma p. Chen – che anche alcuni funzionari governativi locali abbiano partecipato alle sessioni, dato che anche loro hanno espresso le stesse preoccupazioni. In qualità di organizzatrice dell’evento, la diocesi di Ruteng ha presentato le migliori attività vissute dalle diverse commissioni nell’affrontare tali questioni”. Esse comprendono la condivisione di esperienze di agricoltura biologica, formazione e programmi comunitari.

Nel corso della quattro giorni, i partecipanti hanno potuto avere un contatto diretto con le antiche usanze agricole delle donne locali, in particolare nel villaggio di Akel. Esse sono soprattutto mogli di lavoratori migranti all’estero. Per combattere il diffuso stereotipo che le raffigura come "vedove", queste donne si sono dedicate alla realizzazione di alcune realtà produttive. Il fenomeno della migrazione economica è molto diffuso nella provincia. Ogni anno, migliaia di uomini locali partono alla volta della Malaysia e del Borneo, per diventare lavoratori sottopagati nelle piantagioni di palma da olio.

Il secondo villaggio che i delegati hanno visitato è Lengor, nel territorio della parrocchia di Beokin. Qui, le mogli dei migranti hanno condiviso con loro le difficoltà che riscontrano nella vita quotidiana. Tra queste vi sono il frequente ritardo nel trasferimento del denaro che i mariti inviano loro dall’estero e le spropositate tasse scolastiche che devono pagare per l’istruzione dei figli. In due anni, la diocesi di Ruteng ha dedicato a queste donne diversi programmi di sviluppo umano e spirituale. P. Chen racconta che “le attività di formazione e assistenza intraprese dalla diocesi nel campo agricolo sono iniziate solo da nove mesi, ma esse sono già riuscite a produrre fertilizzanti naturali e dedicarsi all’agricoltura organica”. La sig.ra Elen, beneficiaria del progetto e a capo della comunità ecclesiale di base, afferma: “La nostra dignità viene ora sfruttata a nostro vantaggio”.

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