15/05/2018, 16.06
ISRAELE-PALESTINA
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Decine di migliaia ai funerali per i morti di Gaza. Proteste e scioperi in Cisgiordania

Il corteo funebre ha sostituito la manifestazione prevista. A Betlemme proteste e gomme bruciate contro le pallottole di gomma dell’esercito. Ferite 45 persone. Preghiere e canti a Tel Aviv. Israele: Hamas unica responsabile, ha raggiunto lo scopo di portare la Striscia sulle prime pagine.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Una calma inaspettata è scesa su Gaza, mentre decine di migliaia di palestinesi portavano in processione le spoglie dei 60 morti, uccisi durante le proteste di ieri. Intanto, in Cisgiordania negozi ed uffici sono chiusi e manifestazioni esplodono nelle principali città. 

Fonti israeliane affermano che al momento 400 palestinesi starebbero manifestando in sei diversi punti del confine della Striscia. Il ministero della Salute di Gaza afferma che poco fa è stato ucciso un palestinese presso il campo profughi al-Bureij. In Cisgiordania i manifestanti sarebbero intorno ai 1.300.

Oltre al lutto per le decine di morti, i palestinesi oggi commemorano la “Nakba”: il 15 maggio 1948, il giorno successivo alla dichiarazione d’indipendenza israeliana, esplose il primo conflitto arabo-israeliano. Nell’arco di mesi, 700mila persone furono costretti ad abbandonare le loro case. In questa giornata, i palestinesi chiedono il diritto al ritorno dei profughi alle loro terre ancestrali.

In Cisgiordania, i palestinesi hanno organizzato manifestazioni e indetto uno sciopero generale. Negozio e uffici pubblici sono rimasti chiusi oggi anche a Gaza e Gerusalemme Est. Nel primo pomeriggio, a Betlemme i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni pneumatici per creare una barriera di fumo fra la manifestazione e la base militare israeliana adiacente la città. La polizia israeliana ha risposto con pallottole coperte di gomma, gas lacrimogeni e bombe stordenti, ferendo circa 45 persone. A Tel Aviv, alcuni studenti palestinesi hanno cantato l’inno nazionale palestinese “Mawtini” (La mia terra natale). Poi hanno pronunciato la “preghiera per gli assenti” per i manifestanti uccisi a Gaza, innalzando cartelli di condanna verso Israele.

Secondo fonti giornalistiche, ieri sera Hamas avrebbe in modo indiretto informato il governo israeliano di voler frenare le proteste di oggi. Questa mattina le autorità della Striscia avrebbero smantellato le tende installate il 30 marzo, all’inizio della Marcia del Ritorno, oggi al suo ultimo giorno. La Marcia era iniziata il 30 marzo, con dimostrazioni ogni venerdì. L’esercito israeliano ha sempre risposto con violenza, facendo più di 100 morti e almeno 10.000 feriti. 

Le autorità israeliane ribadiscono la legittimità delle azioni dell’esercito, che avrebbe operato in difesa del confine contro la minaccia terrorista di Hamas, unica responsabile delle morti di ieri. Il governo israeliano è convito che l’autorità palestinese della Striscia abbia raggiunto il suo scopo: riportare Gaza sulle prime pagine dei giornali internazionali. Lungo il confine, le forze armate di Israele restano schierate per possibili nuove manifestazioni e tentativi di oltrepassare la barriera.

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