14/01/2015, 00.00
FRANCIA - ISLAM
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Charlie Hebdo: nuova vignetta su Maometto. Critiche dai Paesi islamici

La redazione del settimanale difende la scelta come un inno alla "libertà". Al Azhar dice che la pubblicazione "attizzerà l'odio" e "non serve alla coesistenza pacifica". Un giornale turco pubblica la vignetta, ma in piccolo e in bianco e nero. Manuel Valls: La Francia è in guerra contro il terrorismo e il jihadismo, non contro l'islam e i musulmani.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Personalità musulmane in Egitto, Qatar e Francia criticano la "nuova provocazione" del settimanale Charlie Hebdo che oggi esce con una nuova vignetta su Maometto, a una settimana dall'attacco terrorista che ha ucciso otto persone fra disegnatori e personale del giornale e costata la vita in tutto a 17 persone in Francia. L'attacco era motivato proprio come vendetta per le passate pubblicazioni di vignette del profeta, ritenute blasfeme.

Il settimanale è stato stampato in tre milioni di copie (contro le 60mila solite) e in diverse lingue compreso l'arabo, il turco, l'inglese.

La prima pagina del settimanale mostra un Maometto in lacrime che tiene un cartello con la scritta "Je suis Charlie", divenuta il simbolo della libertà di espressione contro il terrorismo e fatta propria da milioni di persone nei giorni scorsi.

Per i redattori del giornale, il nuovo numero è un inno alla vita "che deve continuare" e un inno alla "libertà". Per molte personalità musulmane esso è una "provocazione"

Al-Azhar, la principale autorità dell'islam sunnita, con base in Egitto, ha dichiarato che la nuova vignetta "attizzerà l'odio". Essa "non serve alla coesistenza pacifica fra i popoli e frena l'integrazione dei musulmani nelle società europee e occidentali".

Il mufti dell'Egitto, in un comunicato, ha detto che la nuova edizione del giornale "produrrà una nuova ondata di odio in Francia e nella società occidentale. Ciò che il giornale sta facendo non serve alla coesistenza e al dialogo culturale a cui i musulmani aspirano".

Stesse critiche dall'Iran sciita, dove il sito "Tabnak" afferma che Charlie Hebdo "insulta di nuovo il profeta".

L'Unione mondiale degli ulema musulmani, capeggiata da Youssef al-Qaradaoui, ritenuto un padre spirituale dei Fratelli musulmani, ha dichiarato che non è "né ragionevole, né logico, né saggio pubblicare i disegni e i film che offendono il profeta o attaccano l'islam".

Forse unica eccezione nel mondo musulmano, il giornale laico turco Cumhuriyet, ha pubblicato le vignette del numero di oggi, ma mettendo in piccolo e in bianco e nero quella su Maometto.

Intanto, ieri il parlamento francese ha votato ad altissima maggioranza di continuare i bombardamenti aerei contro i jihadisti dello Stato islamico  in Iraq.

In un momento a ricordo delle vittime nell'attacco a Charlie Hebdo, il primo ministro Manuel Valls ha detto che "la Francia è in guerra contro il terrorismo, il jihadismo e l'islamismo radicale. La Francia non è in guerra contro l'islam e i musulmani".

 

 

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