14/02/2019, 13.25
CINA
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Autostrada del Tibet, la tomba dei camionisti

La morte di una coppia getta luce sulle terribili condizioni di lavoro per circa 30milioni di camionisti. Oltre 14 milioni di camion trasportano il 76% di tutto il traffico merci cinese. Percorrono in media circa 100mila chilometri ogni anno. Il trasporto di merci su gomma in Cina è più economico, veloce e flessibile rispetto a quello su rotaia. Una giornata lavorativa può durare 20 ore e ciascuna corsa anche un intero mese.

Hong Kong (AsiaNews/China Labour Bulletin) – Ni Wanhui e sua moglie Li Chan avevano appena festeggiato l'undicesimo compleanno del figlio maggiore nella città natale di Hebei, e stavano guidando il loro camion sulla lunga strada verso ovest, Chongqing, Qinghai e Tibet. Un viaggio di 3.800 chilometri sola andata. Il 27 dicembre 2018, la polizia del Qinghai ha trovato i loro corpi lungo un tratto a detta di tutti pericoloso della strada verso il Tibet. I primi rapporti indicano l'ipossia acuta come causa di morte.

La sezione Wudaoliang dell'autostrada tibetana (foto 2) è nota ai camionisti cinesi come “la zona proibita della vita” (生命 禁区). Ad un'altitudine di 4.600 metri, i conducenti sono a serio rischio di mal di montagna, che causa cefalea, stanchezza, disorientamento e perdita di conoscenza. Per i camionisti, è l'unico modo per entrare ed uscire dal Tibet.

Prima della loro tragica morte, i coniugi erano diventati celebrità minori da social media su Kuaishou, popolare piattaforma per la condivisione di filmati, con oltre 214mila follower e 300 video che documentavano le loro vite sulla strada. Le loro morti hanno gettato luce sulle terribili condizioni di lavoro che i camionisti cinesi devono sopportare ogni giorno. È un lavoro fisicamente impegnativo, a bassa retribuzione e molto stressante. E per i conducenti che hanno sottoscritto un prestito per l'acquisto del proprio camion, vi è l'ulteriore pressione di ripagare il finanziamento quanto prima. Questo li costringe a rimanere sulla strada il più a lungo possibile.

Secondo le stime, i camionisti cinesi sono 30 milioni. Essi percorrono in media circa 100mila chilometri ogni anno, ma alcuni effettuano spostamenti fino a 400mila chilometri. Le statistiche ufficiali riportano che più di 14 milioni di camion trasportano il 76% di tutto il traffico merci cinese e negli ultimi 20 anni tale proporzione è andata aumentando in modo costante. I camionisti hanno consegnato quasi 40 miliardi di tonnellate di merci nel 2017, il doppio del volume nel 2007.

Il trasporto di merci su camion in Cina è più economico, veloce e flessibile rispetto a quello ferroviario. Il prezzo medio per tonnellata di merci è di 0,2 yuan per chilometro su rotaia, mentre su gomma è di 0,19 yuan. La velocità media sulla rete ferroviaria per merci era di 35,6 km/h nel 2014, mentre quella dei camion era di 60 km/h. Inoltre, “i camion consentono una maggiore flessibilità negli orari di arrivo o di partenza e possono effettuare consegne porta a porta più dirette”, ha dichiarato a Caixin Zuo Dajie, professore associato della Southwest Jiaotong University School of Transportation and Logistics.

A causa delle restrizioni sul carico e del traffico intenso nelle aree urbane durante le ore diurne, i camionisti di solito iniziano a lavorare nel cuore della notte. Questo riduce al minimo anche le possibilità di multe arbitrarie imposte dalla polizia stradale. Ogni giorno lavorativo può durare 20 ore e ciascuna corsa può durare anche un intero mese, prima che i conducenti tornino a casa per riposarsi.

L'aumento dei costi ed i viaggi più lunghi dovuti alla crescente domanda hanno reso le coppie di camionisti come Ni Wanhui e Li Chan sempre più comuni in Cina. Secondo il Rapporto di ricerca sui camionisti cinesi N. 2 pubblicato nel dicembre 2018, il 36% delle coppie di camionisti affronta le corse insieme. L'obiettivo è condividere i costi, tenersi compagnia e prendersi cura l'uno dell'altro. Per Ni e Li, tuttavia, il lavoro era troppo pericoloso e le loro tragiche morti hanno lasciato dietro di sé due giovani orfani.

La Federazione dei sindacati di tutta la Cina è ben consapevole delle terribili problematiche affrontate dai camionisti e nell'aprile 2018, ha lanciato una massiccia campagna di reclutamento nel settore della logistica per rappresentare meglio i camionisti. Finora, tuttavia, i conducenti hanno visto poco beneficio. I camionisti hanno organizzato due scioperi a livello nazionale dal lancio della campagna, uno a giugno (foto 3) ed il secondo a novembre 2018, oltre a diverse altre proteste locali più piccole in tutto il Paese. Come abbiamo sottolineato lo scorso anno, il sindacato ha compiuto un buon primo passo, ma è chiaro che il semplice reclutamento di nuovi membri senza affrontare le preoccupazioni fondamentali di questi membri non è abbastanza buono.

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