10/04/2013, 00.00
ASIA
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Adb: con Pechino e Jakarta, prospettive di crescita per le economie asiatiche

Nel rapporto 2013 indici in positivo grazie alla ripresa dei consumi in Cina e alla robusta espansione delle nazioni del sud-est asiatico. Un monito al controllo dell’inflazione e alle bolle speculative. Per la Cina balzo all’8,2% dopo il 7,8 registrato nel 2012. Dal Myanmar conferme sulle prospettive di sviluppo.

Manila (AsiaNews/Agenzie) - Le economie dei Paesi asiatici per il biennio 2013-2014 registreranno una ulteriore crescita, grazie alla ripresa dei consumi in Cina e alla robusta espansione delle nazioni del Sud-est asiatico, che hanno rafforzato la partnership commerciale interna. Fra queste va registrato il balzo dell'Indonesia, che potrebbe fungere da traino per l'intera regione. È quanto emerge dall'annuale rapporto degli esperti della Banca asiatica per lo sviluppo (Adb), organismo con sede a Manila nelle Filippine, intitolato "2013 Asian Development Outlook". Gli analisti avvertono però che sarà necessario tenere sotto controllo l'inflazione e fare attenzione alle bolle speculative, originate dal forte flusso di capitali.

Per le 45 economie del Continente, la crescita complessiva nel 2013 in Asia dovrebbe raggiungere il 6,6%  e aumentare dello 0,1% per l'anno successivo. Un deciso segnale in positivo, se si considera che il dato riferito al 2012 si è chiuso al 6,1%. Secondo Adb l'inflazione crescerà dal 3,7% dello scorso anno al 4% del 2013, fino a toccare il 4,2% nel 2014.

Motore trainante resta sempre la Cina, con un dato positivo dell'8,2% dopo il 7,8% registrato nel 2012, che aveva gettato più di un'ombra sul futuro del Dragone. La crescita, per gli esperti, è da legare all'aumento del consumo interno e alla ripresa negli investimenti. Per il governatorato di Hong Kong si prevede un segno positivo del 3,5% nel 2013 e del 3,8% per il 2014. Buone le previsioni anche per l'India, il cui dato relativo alla crescita potrebbe arrivare al 6% nel corrente anno fiscale e al 6,5% nel biennio 2014-15 anche se restano i timori legati all'inflazione.

Dal rapporto dell'istituto con base nelle Filippine emergono indici positivi anche per le nazioni Asean, l'associazione che riunisce 10 Paesi del sud-est asiatico, che nel complesso cresceranno del 5,4% nel 2013 e del 5,7% il prossimo anno. Di particolare importanza, avvertono gli esperti, il deciso aumento degli scambi commerciali fra gli Stati appartenenti al blocco.

A recitare la parte della tigre sarà l'Indonesia, che ha saputo garantire un robusto sostegno alla domanda interna - grazie anche all'aumento del salario minimo in vari settori - e ha saputo pianificare investimenti adeguati. In particolare, il tasso di crescita sarà del 6,3% nel 2013 e del 6,4% nel 2014. In ripresa anche gli indici dell'export, dopo la lieve flessione registrata nel 2012. Gli esperti di Adb confermano anche le buone prospettive che provengono dal Myanmar, una nazione che da poco si è aperta al mercato mondiale e che attira interessi e investimenti di molte economie avanzate del blocco occidentale. Per gli esperti gli indici birmani toccheranno quota 6,5% nel 2013 (lo scorso anno si era fermato al 6,3%), per crescere fino al 6,7% nel 2014 e anche l'inflazione dovrebbe registrare un assestamento (al 5,1%) rispetto ai picchi degli anni scorsi. 

 

 

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