23/10/2020, 13.16
VATICANO
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A causa del Covid-19, le indulgenze per i defunti sono prorogate per tutto novembre

Un decreto della Penitenzieria Apostolica emanato per evitare assembramenti ove fossero proibiti o non si potesse uscire. Le indicazioni per chi è in isolamento o è infermo. La “disponibilità più ampia” richiesta in tale circostanza ai sacerdoti.

Città del Vaticano (AsiaNews) – A causa della pandemia di Covid-19, quest’anno le indulgenze plenarie per i fedeli defunti – normalmente stabilite per i giorni 1-8 novembre - saranno prorogate per tutto il mese di novembre. Lo stabilisce un decreto della Penitenzieria Apostolica “su speciale mandato di Sua Santità Papa Francesco”, pubblicato oggi.

Il documento “stabilisce e decide che quest’anno, per evitare assembramenti laddove fossero proibiti: a.- l’Indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine. Tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti; b. - l’Indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il Padre Nostro e il Credo, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche ad un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli”.

“Si è proceduto – spiega in un’intervista a Vatican News, il cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere maggiore – in considerazione delle norme emanate dalle diverse autorità civili dei vari Stati, per limitare gli assembramenti in questo frangente di pandemia. Molti presidenti delle Conferenze episcopali ci avevano chiesto cosa poter fare per venire incontro a Paesi dove questa devozione è molto sviluppata anzi, forse è quella che registra il maggior numero di confessioni e di comunioni nell'anno. E allora cosa fare se ci troviamo che non possiamo uscire di casa o l'uscita è fortemente limitata? Per questo, tenendo presente che in molti luoghi la commemorazione dei defunti è molto sentita e si esprime soprattutto nella Santa Messa e nella visita ai cimiteri, si è pensato di diluire nel tempo la possibilità di fruire delle indulgenze e così per tutto novembre si potrà acquisire ciò che era previsto per i primi 8 giorni di novembre”.

“Chi – aggiunge - non può uscire, perché magari è in isolamento o perché è infermo, potrà conseguire l'indulgenza pregando davanti ad un'immagine di nostro Signore o della Beata Vergine, pregando ad esempio le Lodi, i Vespri dell'Ufficio dei defunti, il Rosario, la Coroncina della misericordia o preghiere più consuete a ciascuna tradizione o anche potranno procedere con la lettura meditata del Vangelo di una delle tre Messe previste per i fedeli defunti e, infine, offrendo opere di misericordia”.

Il cardinale sottolinea, infine, la richiesta di “disponibilità più ampia” richiesta in tale circostanza ai sacerdoti. “Poiché i sacerdoti il 2 novembre, sin dal 1915 per una Costituzione di Benedetto XV, hanno facoltà di celebrare tre Sante Messe, allora noi li esortiamo, per quanto possibile, a celebrarle tutte e tre e questo anche perché più Messe comporteranno meno assembramenti e questo potrebbe essere un modo per aiutare i fedeli. I sacerdoti sono anche esortati ad essere generosi nel Ministero delle confessioni e nel recare la Santa Comunione agli infermi, in modo da aver più disponibilità per potere suffragare i loro defunti, sentirli vicini, per andare incontro insomma a tutti questi sentimenti nobili che vanno a comporre la Comunione dei Santi”.

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