Dopo le manifestazioni della Generazione Z contro la corruzione che a settembre hanno portato alla cadura del governo di KP Sharma Oli, il Paese himalyano è entrato in una campagna elettorale con un mix inedito tra vecchi partiti e giovani candidati che puntano a un cambiamento radicale. Anche l’ex re Gyanendra si candida con un partito filomonarchico proponendosi come garante della stabilità.
La religiosa è la prima donna direttrice di Caritas Nepal. Ad AsiaNews racconta l’intervento sociale e missionario in un Paese martoriato da frane, alluvioni e terremoti, dove si vive di sussistenza in luoghi inaccessibili, tra la foresta tropicale e l’Himalaya. Nei gruppi e nelle cooperative rurali il 60-70% delle partecipanti sono donne.
La Commissione anticorruzione del Nepal ha incriminato 55 ex politici e funzionari e la società statale China CAMC Engineering per aver gonfiato i costi dell’aeroporto internazionale di Pokhara, costruito con un prestito cinese come parte della Belt and Road Initiative, ma oggi privo di voli internazionali regolari. L’inchiesta sta mettendo alla prova anche il nuovo governo tecnico, che non vuole compromettere i legami con Pechino.
Due incidenti in pochi giorni hanno causato la morte di almeno nove persone. Fonti locali riferiscono che “servirà tempo” per recuperare alcuni corpi per le condizioni meteo. Il rischio di valanghe accresciuto da fenomeni come i cicloni. Alterazione della stabilità del manto nevoso, aumento delle precipitazioni e accelerazione nello scioglimento dei ghiacciai i pericoli principali.
Viaggio tra le attese dei giovani che in nome della lotta alla corruzione hanno portato all’uscita di scena del governo di Sharma Oli. Sr. Durga Shrestha (Caritas Nepal): “Le profonde diseguaglianze alla radice delle proteste, ora la sfida è generare veri cambiamenti”. Il gesuita p. Ekka: “Il sistema scolastico sia una delle priorità”.
Mentre a Sharm-el-Sheikh continuano i negoziati per il rilascio di quanti sono ancora in vita, la famiglia di Bipin Joshi - l’unico ostaggio asiatico rimasto di cui non si hanno notizie certe - ha autorizzato la diffusione di alcune immagini che provano che due mesi dopo il sequestro era ancora vivo. “Ci aggrappiamo a questo”.