Il governo mongolo sta ampliando le collaborazioni internazionali per progetti sulla tutela del suo delicato ecosistema e la lotta al cambiamento climatico. Varate una serie di iniziative con il governo tedesco tra cui un censimento delle aree boschive del Paese e un laboratorio sull'individuazione dei metalli pesanti nell'atmosfera. Nell'agosto 2026 la Mongolia ospiterà la conferenza dell'Onu sulla lotta alla desertificazione.
La visita del presidente mongolo Khurelsukh Ukhnaa a New Delhi segna un nuovo slancio nella partnership strategica tra India e Mongolia. Il premier indiano Modi ha annunciato un programma di formazione per le forze di frontiera mongole, visti elettronici gratuiti e l'approfondimento degli scambi culturali basati sul buddhismo. A unire i due Paesi è la volontà comune di ridurre la dipendenza commerciale ed energetica da Cina e Russia.
L'amministratore delegato di Gazprom parla di “accordo giuridicamente vincolante” con la China National Petroleum Corporation (Cnpc). L'impianto - su cui la Russia spinge da tempo -potrebbe fornire fino a 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno a Pechino per un periodo di 30 anni. E risulterebbe vitale per compensare le perdite degli acquisti dall’Europa. Silenzio dai media cinesi sui dettagli che finora aveva bloccato l'intesa.
Si moltiplicano gli incontri e i progetti per nuove iniziative di cooperazione tra la leadership politica della Mongolia e i capi di Stato e di governo dell'Asia Centrale. In una rete di relazioni che non ha solo un significato politico e commerciale ma rappresenta anche una forma di riunificazione storica e commerciale.
Nel 80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, l’imperatore visita per la prima volta Ulan Bator per rendere omaggio ai soldati giapponesi morti nei campi sovietici. Ma l’ombra delle atrocità commesse dall’esercito imperiale continua a pesare nei rapporti con i Paesi asiatici, con cui oggi Tokyo cerca nuove aperture diplomatiche in chiava anti-Pechino.
Gomboja Zandanshatar è stato eletto dopo le dimissioni di Oyun-Erdene, sfiduciato in seguito a forti proteste a Ulan Bator. Ex banchiere con studi in Russia e ricerche a Stanford, dovrà affrontare gravi sfide economiche. "Revisione del bilancio inevitabile", ha detto. Annunciate riforme fiscali e strette su consumi di lusso e alti redditi.