Taipei, con ‘Anno del Coniglio’ prende forma corsa alle presidenziali 2024
Potenziali candidati visitano i templi del Paese il primo giorno del nuovo anno lunare. Per il partito al potere emerge come favorito il vice presidente Lai Ching-te. Il battistrada del filo-Pechino Kuomintang è Hou Yu-ih, sindaco di Nuova Taipei. Si posiziona anche Terry Guo, fondatore del colosso hi-tech Foxconn.
Taipei (AsiaNews) – Con l’inizio ieri dell’Anno del Coniglio comincia a prendere forma la corsa alle presidenziali del 2024, quando scadrà il secondo termine della presidente Tsai Ing-wen, leader del Partito progressista democratico (Dpp).
Nelle tradizionali visite ai templi del Paese per le festività del nuovo anno lunare, potenziali candidati alla presidenza hanno colto l’occasione per posizionarsi nella contesa.
Al tempio Qingan di Keelung, il vice presidente Lai Ching-te ha dichiarato che la priorità del governo è migliorare l’economia, in discesa a fine 2022 a causa del calo della domanda mondiale, soprattutto di microchip. La scorsa settimana Lai ha assunto la guida del Dpp, nomina che lo rende il favorito nella corsa interna alla candidatura presidenziale. Tra i suoi punti cardine vi è anche quello di rafforzare le capacità militari dell’isola di fronte alle pressioni della Cina.
Eric Chu, presidente del nazionalista e filo-Pechino Kuomintang, si è recato al santuario Longshan della capitale. Nei sondaggi per le primarie della principale forza di opposizione, Chu viene però dato solo al terzo posto (7,9%), dietro al sindaco di Nuova Taipei Hou Yu-ih e al magnate Terry Gou.
Quest’ultimo è il fondatore ed ex amministratore di Foxconn, il più grande assemblatore di iPhone al mondo, con enormi interessi nella Cina continentale. In visita ai templi di Cihui e Jieyun a Nuova Taipei, Guo ha detto ai giornalisti presenti di aver “chiesto agli dei” se dovrà competere alle elezioni del 2024.
L’uomo d’affari ha aggiunto parole che possono apparire come un manifesto elettorale, sottolineando che la popolazione si aspetta un leader in grado di mantenere la pace e rinforzare l’economia.
Il Kuomintang è la forza più dialogica con Pechino, che al contrario accusa Tsai e il suo partito di mire indipendentiste: per la Cina, Taiwan è una “provincia ribelle” da riconquistare anche con la forza se necessario.
A novembre il Dpp ha subito una bruciante sconfitta alle elezioni locali. Lo stesso è accaduto prima delle presidenziali del 2020, che hanno visto però la riconferma di Tsai. Nel voto nazionale pesa molto la questione dei rapporti con Pechino, e il Kuomintang è spesso accusato di essere troppo piegato verso le posizioni della Cina comunista.
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