01/07/2020, 10.00
CINA-HONG KONG
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Zhang Xiaoming: la legge sulla sicurezza è un ‘regalo’ di Pechino ad Hong Kong

di Wang Zhicheng

Secondo il vice-capo dell’Ufficio per Hong Kong e Macao, molti businessmen gli hanno espresso gratitudine per aver salvato la “stabilità” del territorio. Nella nuova legge, le definizioni di quattro crimini - secessione, sovversione, terrorismo, collaborazione con forze straniere - sono così larghe da includere situazioni createsi quest’anno a Hong Kong con le manifestazioni pro-democrazia. La legge è stilata in sei capitoli e 66 articoli. Punibili anche crimini commessi all’estero. L’educazione nazionale.

Pechino (AsiaNews) - In una conferenza stampa tenuta stamane nella capitale, il vice-capo dell’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao, Zhang Xiaoming, ha detto che la nuova legge sulla sicurezza per Hong Kong in vigore dall’una della notte scorsa, è un “regalo di compleanno” per la città, a 23 anni dal ritorno di Hong Kong alla madrepatria, il primo luglio 1997.

Annunciata lo scorso maggio all’Assemblea nazionale del popolo, la legge è stata redatta senza che la popolazione di Hong Kong abbia mai conosciuto il testo. Il parlamento locale non ne ha discusso per nulla. Da ieri notte la legge è applicata e si conosce solo il testo in cinese, pubblicato nella notte.

Zhang si è però difeso dicendo che nelle scorse settimane egli ha avuto incontri con tante personalità di Hong Kong – molti businessmen e rappresentanti di settori della società – che gli hanno espresso la loro gratitudine per aver salvato la “stabilità” di Hong Kong. Per Zhang la nuova legge garantirà il principio “Un Paese, due sistemi”, garantendo lo stile liberale del territorio. “Nessuno conosce meglio di noi come difendere [questo principio] – ha detto - e nessuno ne comprende la verità meglio di noi”.

La legge sulla sicurezza

La nuova legge consta di sei capitoli e 66 articoli e ha come obbiettivo quello di prevenire e punire quattro crimini: secessione, sovversione, terrorismo, collaborazione con forze straniere che minaccino la sicurezza nazionale. Le definizioni di questi quattro crimini sono così larghe da includere situazioni createsi quest’anno a Hong Kong con le manifestazioni pro-democrazia.

La secessione, ad esempio, mira a colpire i gruppi che invocano l’indipendenza del territorio dalla Cina, come “Demosisto”, che ieri – in previsione – è stato ufficialmente dissolto.

La sovversione prevede anche il divieto di “serie interferenze, ostruzione o danni” all’esercizio del potere dagli organi di Stato o di Hong Kong. Un caso specifico è stato l’invasione del parlamento di Hong Kong lo scorso anno per bloccare il voto della legge sull’estradizione.

Gli atti condannabili di terrorismo includono anche incendi, veleni, distruzione di mezzi di trasporto e di infrastrutture: tutte cose che sono avvenute nei momenti di vandalismo, dopo le manifestazioni democratiche e pacifiche.

Il crimine di collaborazione con forze straniere è così ampio da comprendere l’uso di mezzi illeciti che causano odio verso i governi di Hong Kong e della Cina. Molte personalità del territorio hanno chiesto – agli Usa o alla Gran Bretagna – di fare pressione su Pechino, di mettere sanzioni su rappresentanti del governo cinese, fino a mettere in atto una legge sullo status fiscale di Hong Kong.

Nella conferenza stampa, come esempio di “odio”, Zhang ha citato le voci che affermano che la polizia abbia ucciso alcuni manifestanti alla stazione della metropolitana di Prince Edward un anno fa. Il governo di Hong Kong ha sempre negato queste uccisioni, ma le voci insistono e molti onorano questi morti all’uscita della metropolitana.

Anche aiutare finanziariamente o offrire ospitalità a gruppi che si macchiano di questi crimini, è considerato un crimine. In tal modo si va a spaventare i sostenitori di gruppi dell’opposizione.

Le pene previse sono da 10 anni fino all’ergastolo per i crimini “più seri”; da tre anni a 10 per quelli più “regolari”.

La legge prevede un’influenza sull’educazione dei giovani. Il governo di Hong Kong ha il dovere di promuovere l’educazione alla sicurezza nazionale attraverso le scuole, i gruppi, i media e internet. Questo elemento andrà a colpire gli insegnanti che finora hanno sostenuto il movimento democratico e permetterà al governo di entrare con ancora più potere nei gangli delle scuole.

 “Una nazione, un sistema”

Sebbene Zhang abbia dichiarato che la nuova legge difende il principio “Un Paese, due sistemi”, vi sono molte critiche ad alcuni aspetti della legge.

Anzitutto, il fatto che per il controllo – alcuni dicono “per spiare” - sui crimini contro la sicurezza, sarà presente ad Hong Kong un ufficio (National Security Office) che dipende direttamente dal governo centrale e non è sottoposto alla legge di Hong Kong. In più, in casi in cui la legge sulla sicurezza cozza contro la legislazione del territorio, vale la prima sulla seconda. E come in Cina, se vi sono processi sulla sicurezza che coinvolgono “segreti di Stato”, vi potranno essere processi a porte chiuse.

Nella legge si parla di casi rari – l’implicazione di forze straniere verso cui il governo di Hong Kong è incapace di agire - in cui sarà necessario l’intervento del potere centrale, con l’intervento della Corte suprema del popolo cinese. Secondo molti critici questo significa che nella legge si ammette l’estradizione in Cina dei criminali, un fatto contro cui la popolazione di Hong Kong ha combattuto per un anno intero.

Un altro fatto inquietante è che cittadini di Hong Kong, residenti permanenti e non residenti-permanenti possono essere perseguiti per i quattro crimini entrando ad Hong Kong, per atti compiuti anche all’estero.

Alla conferenza stampa Zhang Xiaoming ha assicurato che la legge non avrà valore retroattivo, seguendo in questo “i principi legali moderni”.

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