09/08/2018, 08.56
IRAN - STATI UNITI
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Zarif risponde a Trump: le sanzioni Usa non fermeranno il petrolio iraniano

Per il ministro degli Esteri il tentativo della Casa Bianca di bloccare la vendita di greggio “è impossibile”. Il mondo è “stanco” delle politiche unilaterali degli Stati Uniti. L’idea di canali privilegiati con l’Ue per rafforzare i commerci. Studioso britannico: la politica della Casa Bianca finirà per isolare gli Usa, non l’Iran. 

 

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Alle minacce del presidente Usa Donald Trump risponde il ministro iraniano degli Esteri Mohammad Javad Zarif, secondo cui gli Stati Uniti non potranno impedire alla Repubblica islamica di esportare petrolio. Il riferimento è al secondo blocco di sanzioni americane contro Teheran, la cui entrata in vigore è prevista per il 5 novembre e riguardano proprio la vendita di idrocarburi, una delle principali fondi di reddito per l’Iran. 

Per Zarif l’obiettivo della Casa Bianca di isolare Teheran e costringere il resto del mondo a non comprare petrolio iraniano è “impossibile”. Il capo della diplomazia della Repubblica islamica ha inoltre ironizzato sull’uso dei social del presidente Trump, sottolineando che “gli scatti d’ira e i tweet in maiuscolo” non cambieranno il fatto che il mondo è “stanco dell’unilateralismo” Usa.

Nei giorni scorsi l’inquilino della Casa Bianca ha lanciato un monito durissimo contro alleati e comunità internazionale: “Chiunque faccia affari con l’Iran - ha dichiarato - non li potrà più fare con gli Stati Uniti”. Parole che seguono l’entrata in vigore della prima parte delle sanzioni contro Teheran, volute in seguito alla decisione di cancellare l’accordo sul nucleare del 2015 (il Jcpoa).

“A noi va bene - scrive Zarif - che si fermi il commercio Usa e vengano uccisi 100mila posti di lavoro negli Stati Uniti. Tuttavia, il mondo non seguirà i diktat contenuti nei tweet impulsivi [di Trump]. Chiedete a Unione europea, Russia, Cina e decine di altri nostri partner commerciali”. Nel corso dell’intervista il leader iraniano aggiunge che l’obiettivo dell’amministrazione americana di azzerare le esportazioni di greggio è “senza senso” e “impossibile”. “Le nazioni con le quali commerciano gli Stati Uniti - avverte - hanno già detto a Washington che continueranno a comprare il loro petrolio dall’Iran”. 

In prima fila fra quanti vogliono preservare i rapporti commerciali con Teheran vi è Bruxelles e il blocco dei Paesi europei, secondo cui l’accordo nucleare funziona e non va cancellato. A dispetto delle sanzioni americane, l’Unione intende continuare a comprare petrolio dalla Repubblica islamica e per farlo è disposta a “creare conti” nella Banca centrale iraniana. “Il risultato di queste misure - conclude Zarif - sarà l’isolamento Usa”. 

Le parole del capo della diplomazia iraniana trovano una sponda in una parte di esperti e analisti di politica internazionale, secondo cui la guerra economica e commerciale lanciata dall’amministrazione Usa a Teheran finirà per isolare gli Stati Uniti. In un editoriale pubblicato su Strategic Culture lo studioso britannico Finian Cunningham esorta Washington a rispettare il multilateralismo come fanno le altre nazioni. In caso contrario, il rischio è “l’isolamento economico” rispetto al resto della comunità internazionale. In particolare, Trump rafforza il corso intrapreso da Russia e Cina che intendono affrancarsi dal dollaro Usa nel commercio internazionale. Senza il privilegio della valuta di riserva, l’economia statunitense finirebbe per crollare.

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