07/06/2014, 00.00
MYANMAR
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Yangon: avvocati contro la privatizzazione di due edifici storici, patrimonio nazionale

di Francis Khoo Thwe
Un gruppo di 70 legali intende bloccare la vendita di due palazzi dell'epoca coloniale, l'ex quartier generale della polizia e la vecchia sede dell'Alta corte. L'idea è di trasformarli in alberghi di lusso ed edifici commerciali. Per gli avvocati sono il simbolo dello "Stato di diritto" e devono rimanere a disposizione della magistratura.

Yangon (AsiaNews) - Un gruppo formato da 70 avvocati birmani ha annunciato un'azione legale, che verrà presentata entro il mese prossimo, per fermare un piano di sviluppo di due edifici di Yangon, cuore commerciale del Myanmar, risalenti all'epoca del colonialismo britannico. Anticipata dalla protesta di piazza dei giorni scorsi, la querela promossa dai legali intende impedire che strutture - di valore storico e architettonico - vengano stravolte, trasformandole in un hotel e in edifici commerciali. Fonti della Myanmar Lawyers' Network, citate da Radio Free Asia (Rfa), confermano la netta opposizione alla "privatizzazione" della ex Alta corte e del Commissariato di polizia, nel centro città; essi chiedono che le due realtà restino a disposizione - e nel patrimonio - del panorama giudiziario nazionale.

Secondo il gruppo di avvocati, lo sviluppo privato dei due edifici - un tempo inseriti fra i patrimoni nazionali ed esclusi da un'asta di vendita voluta due anni fa dalla Commissione birmana per gli investimenti - viola le leggi nazionali in tema di conservazione dei beni di interesse pubblico. Soe Tint Yee, attivista di Myanmar Lawyers' Network, conferma che è allo studio un querela che verrà presto depositata in tribunale, per impedire che il piano di riqualificazione venga portato avanti.

Purtroppo l'opera di rinnovamento degli interni dell'ex quartier generale della polizia è già iniziata, dopo che nel 2012, nel silenzio generale, i due storici palazzi della ex capitale sono stati venduti a privati. Dietro la compravendita vi è la compagnia birmana Flying Tiger Engineering, che opera in collaborazione con l'azienda di Singapore Diamond Asia Capital Co; l'idea è di trasformare le due strutture in alberghi di lusso.

Parte dell'edificio dell'Alta corte (nella foto), realizzata in mattoni rossi centenari e attiva sino allo spostamento (nel 2005) della capitale a Naypyidaw è già stato riconvertito in condominio per privati. La parte rimanente, secondo il progetto, dovrebbe ospitare un museo e un ristorante. La rete dei legali si batte da tempo contro la privatizzazione dei due edifici, dal 1998 patrimonio nazionale e bene pubblico che dovrebbe restare a disposizione della cittadinanza.

La vicenda mostra in tutta la sua evidenza la crescente contraddizione fra uno sviluppo indiscriminato di Yangon, destinata a diventare entro il 2040 una "megalopoli" da 10 milioni di abitanti, e il tentativo di mantenere in vita ricordi, simboli e architetture del passato. L'avvocato Thein Than Oo aggiunge inoltre che il gruppo di legali si batte perché i due edifici storici restino a disposizione della magistratura, e siano utilizzati con finalità legate al giudiziario. "È un simbolo dello Stato di diritto" aggiunge, per questo "protestiamo perché sia fermato il progetto" di cambiamento. Già in passato edifici storici, e tutelati, sono stati stravolti nel loro impianto durante progetti di sviluppo e ristrutturazione. I legali nelle scorse settimane hanno scritto al presidente Thein Sein e ad altri ministri di primo piano; le autorità locali, che premono per la concessione a privati, sostengono che i due edifici sono troppo costosi da mantenere e necessitano di una profonda opera di rinnovamento. 

 

 

 

 

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