20/03/2019, 09.01
TURCHIA - N. ZELANDA - AUSTRALIA
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Wellington: Erdogan sfrutta la strage di Christchurch per fare propaganda

Il governo neozelandese pronto a inviare il ministro degli Esteri in Turchia. Anche Canberra potrebbe riconsiderare i rapporti con Ankara. Durante un comizio elettorale il leader turco ha chiesto la pena di morte per l’attentatore e minacciato i cittadini delle due nazioni. “Parole folli” per il capo dell’opposizione australiana. 

Ankara (AsiaNews/Agenzie) -  Wellington vuole inviare il ministro degli Esteri Winston Peters in Turchia, per rispondere di persona alle parole del presidente Recep Tayyip Erdogan sull’attentato Christchurch, in cui hanno perso la vita 50 musulmani radunati per la preghiera del venerdì. Nel contesto della campagna elettorale per le elezioni amministrative, il leader di Ankara ha sfruttato l’attacco alle due moschee del 15 marzo scorso per ergersi a baluardo nella difesa dell’islam e minaccia di uccidere quanti nutrono sentimenti anti-musulmani. 

Durante il comizio tenuto ieri, sono perfino state trasmesse immagini dell’attacco, Erdogan ha chiesto alla Nuova Zelanda di reintrodurre la pena di morte per il principale indiziato nella strage alle due moschee. Egli ha quindi aggiunto che “la farà pagare” al 28enne suprematista bianco australiano Brenton Tarrant, autore dell’attacco, se non sarà la stessa Wellington a farlo. 

La giustizia neozelandese ha aperto un’inchiesta per omicidio ai danni dell’indiziato; egli dovrà comparire davanti ai giudici il prossimo 5 aprile. 

Incontrando i giornalisti la premier Jacinda Ardern ha sottolineato che il ministro degli Esteri Peters andrà “a mettere le cose in chiaro, faccia a faccia” con i vertici turchi, dopo le inaccettabili parole di Erdogan. Il capo della diplomazia neozelandese chiederà “chiarimenti urgenti” al governo di Ankara, dopo aver condannato la diffusione delle immagini della sparatoria che potrebbero innescare una ricerca di vendetta ai danni dei propri concittadini fra i musulmani nel mondo. 

Intanto il Primo Ministro australiano - Paese di origine dell’autore della strage - Scott Morrison ha convocato l’ambasciatore turco a Canberra per un incontro, durante il quale chiederà che le parole di Erdogan vengano rimosse dalla tv di Stato turca. “Aspetto di vedere la risposta del governo turco - ha aggiunto il premier - prima di prendere ulteriori provvedimenti. Ma vi assicuro che tutte le opzioni sono sul tavolo”. 

Inoltre, il governo australiano potrebbe riconsiderare le note di viaggio per i propri concittadini che stanno pianificando viaggi in Turchia. In passato le relazioni fra Ankara, Wellington e Canberra sono sempre state buone. Ogni anno migliaia di neozelandesi e australiani vanno in Turchia, per ricordare le migliaia di soldati caduti nella “battaglia di Gallipoli” della Prima Guerra mondiale. 

Lo stesso Erdogan ha ricordato nel comizio di ieri la vicenda, criticando con forza gli Anzacs (acronimo che indica i Corpi dell’esercito Australiano e Neozelandese) per il loro ruolo nel conflitto. E ha aggiunto che rispedirà al mittente “all’interno delle bare” chiunque venga sul territorio turco con sentimenti anti-musulmani. 

Parole che il capo dell’opposizione australiana Bill Shorten ha definito “folli” e che finiranno per alimentare le mire di quanti “vogliono dividere” e alimentare le tensioni. 

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