13/03/2014, 00.00
CAMBOGIA - VATICANO
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Vescovo di Phnom Penh: come Papa Francesco, "Chiesa cambogiana povera per i poveri”

Mons. Schmitthaeusler sottolinea che in Cambogia si vive ogni giorno l’appello del Pontefice “alla carità, alla fraternità e alla povertà”. Ad agosto 30 giovani andranno in Corea per incontrare Papa Bergoglio alla Gmg asiatica. Il prelato chiede preghiere per i 106 catecumeni che verranno battezzati a Pasqua. E rilancia il programma triennale dedicato alla carità.

Phnom Penh (AsiaNews) - Papa Francesco ha "riavvicinato" la Chiesa a quanti l'avevano in precedenza "abbandonata", ha saputo darle "un volto nuovo" e questo ha avuto un "forte impatto" soprattutto in Occidente. Qui, in Cambogia, viviamo "quotidianamente il suo appello alla carità, alla fraternità e alla povertà", secondo il principio di una Chiesa "dei poveri e per i poveri". È quanto racconta ad AsiaNews mons. Olivier Michel Marie Schmitthaeusler, vicario apostolico di Phnom Penh, in occasione del primo anniversario dell'elezione di Jorge Mario Bergoglio a "vescovo di Roma". La realtà di ogni giorno - racconta il prelato di origini francesi, nato a Strasburgo nel 1970 - è composta da persone "senza acqua, elettricità, lavoro"; sono questi i membri della "nostra Chiesa e all'80% sono cattolici di prima generazione". Attraverso grandi eventi come il Conclave, l'elezione di un Papa, essi "si avvicinano alla dimensione universale della Chiesa" e iniziano a "sentirsi parte di una storia millenaria". Ma ci vuole tempo per "entrare e capire", racconta il vescovo. "La partecipazione di 30 giovani cambogiani alla Giornata asiatica della Gioventù, con Papa Francesco - aggiunge mons. Schmitthaeusler - sarà un appuntamento importante per la loro crescita personale e dell'intera comunità, attraverso la condivisione dell'esperienza con altri ragazzi e ragazze al loro ritorno".

In questi giorni il vicariato apostolico di Phnom Penh ha iniziato il cammino di Quaresima; domenica 9 marzo si è svolta la cerimonia di elezione di 106 catecumeni, che si preparano a ricevere il battesimo nel giorno di Pasqua. "Un momento importante per tutta la diocesi - racconta il prelato - ed è essenziale che la comunità li sostenga in questo cammino, pregando per loro". 

Mons. Schmitthaeusler racconta le iniziative legate all'Anno della carità, indetto per il 2014 ma che proseguirà poi con un programma triennale di ampia portata fino al 2016. "Nella lettera indirizzata alle comunità - aggiunge - ho chiesto di prendere tempo per unirsi, riflettere, pregare sui temi della carità". Egli sottolinea anche il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima, incentrato "sulla povertà materiale, morale e spirituale", che invita a "gesti di condivisione e attenzione alla Parola di Dio". Seguendo le parole del Papa "ho chiesto di pregare per quanti riceveranno il battesimo a Pasqua". 

Il programma triennale servirà ad analizzare i problemi della società, stabilendo le priorità e i bisogni. Il passo successivo, spiega il vescovo, è rivolto alla formazione, che prevede l'approfondimento di passi della "Gaudium et Spes", dall'enciclica (la prima) di Benedetto XVI sulla carità (Deus caritas est) e "sul senso della carità per noi cristiani". Infine, il terzo anno sarà rivolto all'azione e ogni comunità, secondo il proprio carisma e le proprie capacità, promuoverà iniziative concrete nei vari settori. Un'attenzione particolare sarà rivolta all'istruzione, una realtà in cui la Chiesa cambogiana è attiva da tempo e che ha portato alla nascita di 26 scuole materne, 15 scuole primarie per bambini vietnamiti poveri che vivono nella capitale, il liceo di San Francesco e l'università cattolica di San Paolo, un centro di eccellenza per il Paese che accoglie già 400 studenti. 

Le iniziative di carità promosse dai cristiani, una esigua minoranza (2%) in un Paese in larga parte buddista (93%), si inseriscono in un quadro attuale caratterizzato da forti conflitti politici e sociali. Entro un paio di settimane, racconta mons. Olivier, "governo e opposizione dovrebbero tornare al tavolo dei negoziati per una modifica della legge elettorale". Gli operai minacciano nuovi scioperi, dopo i tumulti del gennaio scorso ma è forte il timore di pesanti repressioni. Ma il vero problema - conclude il prelato - è "l'aumento vertiginoso dei prezzi", dai generi alimentari alle case. Elementi che andranno "a incidere ancor più" in una realtà già di per sé precaria "in cui il 20% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e il 50% è al limite e, in caso di malattia o incidente, rischia di precipitare nella fascia più bassa". 

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