27/05/2015, 00.00
VIETNAM
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Torna libero e promette nuove battaglie blogger vietnamita pro diritti umani

Le autorità di Hanoi hanno rilasciato il 51enne Truong Duy Nhat, condannato nel marzo 2014 a due anni di prigione. Egli è stato incriminato in base all’articolo 258 del codice penale, usato per colpire i dissidenti. Egli promette di continuare la sua battaglia per i diritti e le libertà civili in Vietnam.

Hanoi (AsiaNews) - Le autorità vietnamite hanno rilasciato ieri un blogger e attivista di primo piano, condannato in precedenza a due anni di carcere per “abuso delle libertà democratiche”, finalizzato a “colpire interessi dello Stato”. Si tratta del 51enne Truong Duy Nhat, incriminato nel marzo 2014 in base all’articolo 258 del Codice penale, un reato che può costare sino a sette anni di prigione. Negli ultimi anni il governo comunista di Hanoi ha sfruttato questa norma - scritta in modo generico e usata per colpire le voci critiche - per incarcerare decine di attivisti, blogger, personalità che si battono per diritti umani e libertà religiosa nel Paese asiatico.

Attivo all'interno del panorama dei media nazionali fino al 2011, egli è famoso per aver dato vita a un popolare blog dal titolo "Un punto di vista diverso” (Mot Cach Nhin Khac). I suoi scritti offrono una visione diversa rispetto alla stampa ufficiale, controllata dalle autorità, e per questo avrebbero scatenato "dibattiti improntati all'odio".

Secondo le accuse, nel suo blog Nhat avrebbe pubblicato articoli “falsi e diffamatori” sui vertici del Partito comunista.

Dal momento del fermo il sito è stato oscurato e le autorità hanno bloccato ogni accesso. Nell'aprile del 2013 egli aveva pubblicato un articolo, in cui chiedeva alla leadership vietnamita di dimettersi in blocco, perché "è giunto il tempo per la nomina di un nuovo premier e di un nuovo segretario di Partito". Il cambio radicale dovrebbe servire al Paese per uscire dal magma stagnante causato dalla crisi economica e politica, frutto di anni di malgoverno.

Intervistato da Radio Free Asia (Rfa) nelle ore successive al rilascio, Nhat ha dichiarato che a dispetto dell’ernia cervicale rimediata in carcere, “nulla può abbattermi”. Egli ha aggiunto che “ora sono fuori di prigione” e “spero che quanti vogliono distruggere questo Paese siano incarcerati al posto mio”. “Non ho nulla da temere” ha proseguito l’attivista, in merito a possibili nuovi arresti da parte delle autorità. “Anche se mi danno l’ergastolo o mi giustiziano - ha concluso - vi dico una cosa che già sapete: possono attaccarvi, molestarvi e colpirvi ma non possono fermare la vostra mente”.

Da tempo in Vietnam è in atto una campagna durissima del governo contro dissidenti, blogger, leader religiosi (fra cui buddisti), attivisti cattolici o intere comunità come successo nel 2013 nella diocesi di Vinh, dove media e governo hanno promosso una campagna diffamatoria e attacchi mirati contro vescovo e fedeli. La repressione colpisce anche singoli individui, colpevoli di rivendicare il diritto alla libertà religiosa e al rispetto dei diritti civili dei cittadini.

Secondo il movimento attivista internazionale Human Rights Watch (Hrw) al momento vi sono fra i 150 e i 200 blogger e attivisti rinchiusi nelle carceri vietnamite, con la sola colpa di aver voluto esercitare (e difendere) diritti umani basilari.

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