20/06/2019, 12.31
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Tokyo, in tre anni ‘spariti’ 1.610 studenti stranieri

Indagini ministeriali nei campus della Tokyo University and Graduate School of Social Welfare. Tra gli studenti scomparsi, 1.113 erano studenti di ricerca non regolari. I ragazzi non riuscivano ad estendere i loro visti a causa del troppo lavoro part-time L’ateneo: “Traditi da chi abbiamo salvato”.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Tra il 2016 e lo scorso anno, 1.610 studenti stranieri sono “scomparsi” dalla Tokyo University and Graduate School of Social Welfare (Tusw), ateneo privato con sede nella capitale. Lo hanno annunciato il ministero dell'Istruzione e l'Ufficio immigrazione del ministero della Giustizia, lo scorso 11 giugno. Le autorità affermano che le sparizioni sono avvenute perché l'università ha accettato giovani stranieri “senza indugi” e “non ha gestito in modo adeguato le loro iscrizioni”. Per questo, il dicastero dell’Istruzione ha chiesto all’istituto di non accettare più studenti di ricerca non regolari.

Tra marzo e maggio scorsi, funzionari governativi hanno condotto cinque ispezioni in loco nei quattro campus universitari situati a Tokyo, nella prefettura di Gunma e a Nagoya; hanno scoperto che gli studenti stranieri scomparsi erano 305 nel 2016, l’anno seguente 482 ed 823 nel 2018. L’anno scorso, il numero di studenti di ricerca provenienti dall’estero ha raggiunto le 2.656 unità, ovvero più della metà della popolazione studentesca totale (5.133 persone). Tra gli studenti scomparsi durante i tre anni, 1.113 erano studenti di ricerca non regolari.

Le indagini hanno rivelato anche un ambiente di studio inadeguato: aule improvvisate in bagni pubblici o magazzini erano all’ordine del giorno. L’ateneo afferma di aver ricevuto richieste d'assistenza da studenti stranieri e di averli accettati – seppur irregolari – per un anno, perché vi sono sempre più giovani che non possono entrare nelle scuole professionali. La Tusw dichiara di non esser stata in grado di collocare tutti gli studenti negli edifici scolastici principali, motivo per cui ha dovuto adottare misure temporanee di emergenza. Una ragione per l'aumento degli studenti scomparsi, sostiene, è che “i ragazzi non sono riusciti ad estendere i loro visti a causa del troppo lavoro part-time”. “Così hanno finito per non frequentare più le lezioni. Siamo stati traditi dagli studenti che abbiamo salvato”, conclude.

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