03/10/2019, 13.44
GIAPPONE
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Tokyo, amnistia per 600mila criminali in occasione dell’intronizzazione imperiale

Interesserà quanti sono stati giudicati colpevoli e multati per infrazioni minori avvenute almeno tre anni fa. A costoro verranno ripristinati diritti civili e possibilità di ottenere licenze professionali. Nel 1989, in occasione della morte dell'imperatore Hirohito, oltre 10 milioni di persone ricevettero il perdono.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Il governo giapponese ha deciso di concedere l'amnistia a quasi 600mila piccoli criminali in occasione della cerimonia di intronizzazione dell'imperatore Naruhito (foto), in programma il prossimo 22 ottobre. È quanto annunciano oggi media nazionali, citando funzionari governativi con conoscenza del piano.

Il gabinetto del primo ministro, Shinzo Abe, approverà il piano in via formale a metà ottobre. L’amnistia interesserà quanti sono stati giudicati colpevoli e multati per infrazioni minori avvenute almeno tre anni fa. È previsto che il provvedimento annulli il divieto temporaneo per i condannati di accedere alle licenze professionali e ripristini i loro diritti civili. In Giappone, chi viene condannato e multato non può svolgere determinati lavori (come il medico o l’infermiere) per cinque anni.

Dato che il perdono dovrebbe esser concesso a prescindere dalle accuse penali, è probabile che anche i trasgressori della legge elettorale vedano ripristinati i propri diritti civili. Allo stesso tempo, il governo dovrebbe concedere speciali condoni individuali.

Nel 1989, in occasione della morte dell'imperatore Hirohito, oltre 10 milioni di persone ricevettero amnistie ed ottennero il ripristino dei diritti; circa 2,5 milioni furono graziate nel 1990 per celebrare l'intronizzazione dell'imperatore Akihito, predecessore di Naruhito. Come il padre, anche quest’ultimo incontrerà un pontefice. A 38 anni di distanza dal viaggio di Giovanni Paolo II, papa Francesco si recherà in Giappone dal 23 al 26 novembre prossimi. L’imperatore Naruhito lo riceverà in forma privata il giorno 25, dopo l’incontro del pontefice con le vittime del Triplice disastro (come è chiamata in Giappone la catastrofe di Fukushima).

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