14/02/2008, 00.00
CINA
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Stampa statale: “disgusto” dei cinesi verso il boicottaggio di Spielberg

Secondo l’ambasciata cinese a Washington, legare Cina e Darfur è “irragionevole, irresponsabile e ingiusto”. Anche Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale, firma la lettera dei Premi Nobel sul Darfur. Gli attivisti cinesi chiedono rispetto dei diritti umani all’interno del Paese.

Pechino (AsiaNews) – Nessuna reazione ufficiale è emersa finora a commento della decisione del regista Steven Spielberg di boicottare le Olimpiadi di Pechino, rifiutando il ruolo di consigliere per le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi. Solo un tabloid collegato con il People’s Daily, il Global Times, ha accusato oggi l’Occidente di sfruttare le Olimpiadi per fare pressioni sulla Cina, ciò che provoca “molto disgusto fra la gente cinese… Perfino i cittadini che hanno perso la casa per far posto alle costruzioni olimpiche, si oppongono alle pressioni occidentali”.

Con enfasi patriottica, il Global Times afferma che per “la vasta maggioranza del popolo cinese… è assolutamente assurdo caricare il Darfur – lontano migliaia di chilometri – sulle spalle della Cina”.

Spielberg si è autoescluso dalla preparazione dei Giochi dopo aver notato l’inutilità dei suoi sforzi a migliorare la situazione del Darfur premendo sulla leadership di Pechino.

Anche l’ambasciata cinese a Washington, senza citare Spielberg, ha dichiarato che non si deve dimenticare “il ruolo positivo che la Cina gioca nel Darfur”. “Il problema Darfur, continua la dichiarazione, non è un tema interno alla Cina, né causato dalla Cina, perciò è totalmente irragionevole, irresponsabile, e ingiusto… metterli in relazione”.

Pechino è il maggior partner commerciale del Sudan, al quale vende anche armi. Le milizie Janjaweed, sostenute da Khartoum,  dal 2003 hanno ucciso almeno 200 mila persone nel Darfur e creato quasi 2,5 milioni di sfollati.

Ieri anche Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), ha firmato una lettera diffusa da Premi Nobel in cui si chiede maggior impegno della Cina nel risolvere la crisi sudanese. Finora il Cio aveva assunto una posizione neutrale, incurante del tema. Molte personalità cinesi e organizzazioni internazionali, più che sul Darfur, battono perché Pechino, in occasione delle Olimpiadi garantisca una migliore situazione interna per i diritti umani (Vedi:  Pechino 2008: Lettera aperta di 37 intellettuali e attivisti sulle Olimpiadi e i diritti umani )

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