16/05/2018, 13.21
SRI LANKA

Sri Lanka, l’Ufficio per gli scomparsi della guerra civile apre alle consultazioni

di Melani Manel Perera

La prima serie di incontri è avvenuta nel distretto di Mannar il 12 maggio. L’organismo deve indagare su oltre 20mila persone sparite in 30 anni di conflitto. Proteste dei familiari contro la lentezza delle autorità e il metodo d’indagine.

Colombo (AsiaNews) – A due anni di distanza dalla creazione tramite una proposta del governo, l’Ufficio per le persone scomparse (Omp) apre i battenti alle prime consultazioni pubbliche. Esso ha il compito di indagare la sorte delle 20mila persone di cui si sono perse le tracce durante quasi 30 anni di guerra civile. Tra di essi, giovani, donne, bambini, attivisti sociali, accademici.

La prima serie di consultazioni ha avuto luogo nel distretto di Mannar il 12 maggio. Le prossime si svolgeranno nelle settimane successive a Matara, Trincomalee, Mullaithivu, Killinochchi, Jaffna, Kandy, Batticaloa e Ampara.

In contemporanea alle udienze pubbliche, per le strade del distretto si è snodata una manifestazione di protesta di famiglie degli scomparsi. Esse lamentano la lentezza con cui si è costituito l’Ufficio, una critica posta di recente anche dall’Unione europea.

I parenti dei dispersi contestano anche il metodo d’indagine dell’Omp, che a loro parere avrebbe dovuto “dare soluzioni, invece che ancora consultazioni”. L’avvocato Saliya Peiris, presidente dell’Ufficio, ritiene che l’apertura dei lavori possa considerarsi un successo, vista la partecipazione di circa 250 famiglie. Poi ha chiesto ai presenti di “dare fiducia all’organismo”. “Siete scoraggiati e frustrati – ha ammesso – ma dovete anche essere speranzosi di ricevere le risposte che cercate”.

Tra i presenti, Manuel Udayachandra, madre tamil. Suo figlio Anton è sparito 10 anni fa, e ormai non nutre più grande fiducia nell’amministrazione della giustizia. “Siamo stufi di dover raccogliere sempre informazioni – afferma – hanno già tutti i nostri dettagli. Eravamo sotto il controllo dei militari, quindi i nostri figli sono stati rapiti dall’esercito. Mio figlio dormiva quando è stato prelevato nel cuore della notte”. Jeyawanitha, un’altra madre tamil, non trova più la figlia da anni. Le sue speranze di riabbracciarla si sono riaccese nel 2014, quando su un volantino elettorale del candidato alla presidenza Maithripala Sirisena, attuale capo di Stato in Sri Lanka, ha riconosciuto sua figlia insieme ad altri ragazzi. Da quel momento chiede risposte che non le vengono date. “Vogliamo soluzioni per le sparizioni e i rapimenti”, continua a lamentare.

Photo credit: Garikaalan

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