11/07/2019, 11.08
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Sonda giapponese atterra su asteroide: raccoglierà indizi sull’origine dell’universo

Per la Hayabusa-2 è il secondo atterraggio sull’asteroide Ryugu, che ha già toccato lo scorso febbraio. La navicella è tornata per raccogliere alcuni campioni di roccia. Potrebbero contenere indizi risalenti a 4,5 miliardi di anni fa. La missione è iniziata nel 2014 e, se si concluderà con successo, sarà la prima impresa del genere nella storia dell’esplorazione spaziale.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Una navicella spaziale giapponese senza equipaggio è atterrata su un asteroide lontano circa 290 milioni di chilometri dalla terra, dove raccoglierà del materiale roccioso che secondo gli scienziati può contenere indizi su come l'universo si è evoluto. La manovra che stamane ha portato la Hayabusa-2 a prendere contatto con la superficie dell’asteroide Ryugu è stata accolta con sollievo e rinnovata fiducia dalla sala di controllo dell'Agenzia spaziale giapponese (Jaxa) a Sagamihara, nella prefettura orientale di Kanagawa (foto 2).

Per la Hayabusa-2 è il secondo atterraggio sull’asteroide, che ha già toccato lo scorso febbraio. Dopo aver creato un cratere artificiale con una carica esplosiva, la navicella è tornata per raccogliere alcuni campioni di roccia. Poiché questi provengono dall'interno dell'asteroide, non risentono dell’ostile ambiente dello spazio. Per questo, gli scienziati sperano di ottenere più dati sulle origini del Sistema solare. Hayabusa-2 dovrebbe riportare gli esemplari sulla Terra l'anno prossimo. La sonda è programmata per tornare sulla Terra alla fine del 2020, dopo aver lasciato l'asteroide tra novembre e dicembre prossimi.

Ryugu appartiene ad un tipo di roccia spaziale piuttosto primitiva ed è considerato un reperto delle prime fasi di vita del Sistema solare. Può dunque contenere indizi sulle condizioni e la chimica di quel periodo – datato circa 4,5 miliardi di anni fa. Hayabusa-2 ha iniziato la sua missione per raggiungere Ryugu nel 2014, con il lancio dalla base spaziale di Tanegashima, isola del Giappone meridionale situata a sud di Kyushu. Se la sonda riuscisse a raccogliere materiale da sotto la superficie di un cratere artificiale, realizzerebbe la prima impresa del genere nella storia dell’esplorazione spaziale.

La Hayabusa-2 ha cominciato la discesa verso Ryugu (foto 2) ieri, da un'altitudine di 20 chilometri. Quando ha raggiunto un'altezza di 30 metri sopra la superficie dell'asteroide, la navicella ha inserito il pilota automatico e cominciato ad utilizzare una telecamera per individuare un bersaglio, che in precedenza aveva lasciato cadere. Gli scienziati della Jaxa sostengono che, per l’atterraggio, la sonda abbia mirato a 2,6 metri dall’obiettivo.

Ryugu è una roccia larga 900 metri. Gli asteroidi sono di fatto materiali da costruzione avanzati dalla formazione del Sistema solare. Per gli esperti, possono contenere composti chimici ritenuti fondamentali per l’inizio della vita sulla Terra: acqua, composti organici (ricchi di carbonio) e anche metalli preziosi.

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