18/10/2019, 15.45
VATICANO
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Sinodo Amazzonia: I ‘viri probati’ non hanno la maggioranza nei Circoli minori

Su 12 Circoli minori, cinque sono a favore; quattro contro; altri tre lasciano al papa la decisione, o chiedono la convocazione di un Sinodo universale. Unità nell’analisi dei problemi ecologici e sulle violenze subite dagli indios. Occorre valorizzare la figura e il contributo delle donne all’evangelizzazione. La proposta di un “rito amazzonico”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La proposta detta dei “viri probati”, ossia di conferire il sacerdozio a uomini sposati per l’Amazzonia, non ha la maggioranza all’interno dei Circoli minori che oggi hanno presentato relazioni delle loro discussioni nel Sinodo che si celebra in questo mese in Vaticano.

Sebbene la proposta sia presente con enfasi nell’Instrumentum Laboris, e sia stata quasi ogni giorno riproposta nelle conferenze-stampa sui lavori sinodali, diverse personalità hanno espresso perplessità e contrarietà a tale idea.

Le relazioni dei 12 Circoli minori – secondo la lingua parlata dai membri del Sinodo - sono state presentate ieri pomeriggio all’assemblea e diffuse oggi ai media. Da un’analisi sommaria appare che almeno cinque gruppi (Italiano A; Portoghese A e B; Spagnolo C e D) sono a favore del conferimento del sacerdozio a “persone mature”, “indigene”, “con una famiglia costituita e stabile”, per garantire il sacramento dell’eucaristia a cui tutti i fedeli “hanno diritto”.

Ma vi sono quattro gruppi (Italiano B; Spagnolo A ed E; Inglese-Francese) che sono contrari e preferiscono potenziare la maturazione dei laici perché essi siano evangelizzatori grazie al battesimo. Un gruppo (Italiano B) ha perfino espresso “perplessità circa la mancanza di riflessione sulle cause che hanno portato alla proposta di superare in qualche forma il celibato sacerdotale come espresso dal Concilio Vaticano II (PO 16) e dal magistero successivo”.

Alcuni gruppi rimangono in mezzo (Portoghese C e D; Spagnolo B) preferendo lasciare al papa la decisione, o riconoscendo – come quasi tutti i gruppi contrari – che occorrerebbe un Sinodo universale dedicato a questo tema, dato che interessa tutte le Chiese nel mondo.

C’è invece molta unità nel sottolineare che i problemi ecologici e di salvaguardia della cultura india che si stanno affrontando per l’Amazzonia, hanno valore per tutta la Chiesa, anzi per il mondo.

Vi è pure molta sintonia sull’analisi delle violenze subite dalle popolazioni e dalla natura amazzoniche, come anche sul bisogno di valorizzare la figura della donna, centrale nella vita delle comunità indie. Anche qui vi è da una parte il tentativo di una valorizzazione “clericale”, con la rivendicazione del diaconato femminile e quella invece di aprire le comunità alla leadership delle donne, che già offrono un contributo immenso all’evangelizzazione.

In termini simili a quanto pubblicato su AsiaNews, i Circoli hanno messo in guardia le Chiese amazzoniche di non ridurre l’evangelizzazione all’opera di una ong, che porta molti fedeli a cercare altrove (spesso nelle sette pentecostali) una risposta alla loro sete di spiritualità.

Molto interessante è la proposta di far crescere, con l’inculturazione, un “rito amazzonico”, in cui “valorizzare simboli e gesti delle culture locali nella liturgia della Chiesa in Amazzonia, conservando l’unità sostanziale del rito romano”.

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