26/03/2020, 14.11
SINGAPORE-ASIA
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Singapore, stimolo da 30 miliardi di euro per combattere il Covid-19

Finora è l’intervento più massiccio in Asia; 11 miliardi di euro attinti dalle riserve strategiche. L’economia locale si è contratta del 2,2% nel primo trimestre dell’anno. Il Giappone studia un piano da 247 miliardi di euro. La Cina ha svelato un programma di investimenti, senza fornire cifre.

Singapore (AsiaNews/Agenzie) – Singapore annuncia uno stimolo economico da 48 miliardi di dollari locali (30.5 miliardi di euro) per contenere gli effetti recessivi della pandemia di coronavirus. La cifra si aggiunge ai 6,4 miliardi di dollari singaporiani annunciati a febbraio per far fronte alla crisi del Covid-19.

I maggiori istituti di analisi prevedono una contrazione nel Pil mondiale nei primi due trimestri del 2020, e una lenta ripresa economica nella seconda parte dell’anno. Tra gennaio e marzo, l’economia di Singapore ha registrato un -2,2% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Singapore attingerà 17 miliardi di dollari locali (11 miliardi di euro) dalle sue riserve strategiche, stimate in 914 miliardi di euro: è la seconda volta nella sua storia che compie un’operazione del genere; il primo caso è avvenuto nel 2009, durante la crisi dei mutui negli Stati Uniti, quando il prelievo si è fermato a 4 miliardi di dollari singaporiani (2,5 miliardi di euro). In particolare, la misura di stimolo andrà a sostenere il reddito da lavoro dipendente per i prossimi nove mesi. Ad esempio, i salari nel settore della ristorazione saranno compensati al 50% con denaro pubblico; al 75% quelli del comparto turistico e del trasporto aereo.

Al momento, quello della città-Stato è l’intervento fiscale più corposo tra quelli annunciati in Asia. La Thailandia ha varato un piano di aiuti da 11,6 miliardi di euro. La Corea del Sud prevede di stimolare il proprio sistema economico con oltre 9 miliardi di euro. Il sostegno fiscale dell’Indonesia si ferma a 7,4 miliardi di euro. Il Vietnam ha lanciato un programma di aiuti economici da un miliardo di euro. La Malaysia annuncerà il proprio piano nei prossimi giorni.

Per evitare una recessione, il governo giapponese sta considerando una spesa di 30mila miliardi di yen (247 miliardi di euro). Durante la crisi del 2008-2009, lo stimolo nipponico si era fermato a 15mila miliardi di yen (125 miliardi di euro). Il nuovo piano di Tokyo punta a sostenere la spesa al consumo.

Finora la Cina è intervenuta con iniezioni di liquidità nel sistema finanziario, ma non con uno stimolo economico. A febbraio ha annunciato un vasto piano di investimenti infrastrutturali per riavviare il proprio sistema produttivo. Pechino non ha ancora fornito cifre precise: secondo Reuters, l’intervento avrà un valore di 2800 miliardi di yuan (361 miliardi di euro), e sarà finanziato con l’emissione di obbligazioni speciali da parte delle amministrazioni locali. Per superare la crisi dei mutui del 2008, il gigante asiatico lanciò un programma di costruzioni da 4mila miliardi di yuan (516 miliardi di euro). Lo stimolo del 2008 ha surriscaldato l’economia cinese, causando un forte indebitamento dei governi locali.

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