08/10/2018, 15.24
PAKISTAN
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Sentenza di Asia Bibi: verdetto emesso ma ‘riservato’

La madre cristiana è rinchiusa in carcere dal 2009 con l’accusa di blasfemia. I giudici della Corte suprema vogliono evitare che scoppi la rivolta. Ai giornalisti è stato vietato di parlare del caso. British Pakistani Christian Association: “Dopo che verrà rilasciata, tutti i Paesi occidentali devono offrirle asilo politico”.

Islamabad (AsiaNews) – La sentenza di Asia Bibi è stata emessa ma è “riservata”. Così hanno deciso i giudici della Corte suprema del Pakistan, che da poco hanno diffuso la loro decisione di non rendere pubblico il verdetto nel caso di Asia, la madre cristiana condannata a morte per blasfemia nel 2009. Lo rivela la British Pakistani Christian Association (Bpca), tra le poche associazioni di cristiani a far trapelare la notizia. Fonti locali infatti riferiscono che il governo ha chiesto ai media di mantenere il silenzio e non consente di rilasciare commenti. Ad AsiaNews Wilson Chowdhry, presidente della Bpca, dichiara: “Ho fiducia che questo sia un buon risultato. Asia è stata forte e coraggiosa durante tutti gli anni di prigionia e non ha mai perso neppure un briciolo della sua fede”.

Con ogni probabilità l’obiettivo dei tre giudici, tra cui anche il presidente Mian Saqib Nisar, è di prendere tempo per evitare che nel Paese scoppi la rivolta. Infatti mentre i cristiani sono riuniti in preghiera in tutto il Paese e chiedono la scarcerazione della donna incolpata di oltraggio a Maometto con false testimonianze, alcuni radicali continuano a chiederne l’impiccagione.

Oggi i riflettori di tutto il mondo erano puntati sulla Corte, che ha vietato l’ingresso ai giornalisti e sequestrato telefonini e altri strumenti per le video riprese. Mehwish Bhatti della Bpca, che era all’esterno del tribunale insieme a tanti altri attivisti, fa sapere che gli imputati di alto profilo sono stati fatti entrare da un ingresso secondario, per evitare i microfoni dei cronisti. Nonostante la richiesta della corte di evitare la diffusione di notizie, la decisione è già circolata con rapidità.

I giudici hanno chiesto riserbo fino a quando la sentenza definitiva non verrà resa pubblica. Il dott. Chowdhry, così come l’avvocato della donna, nutre buone speranze. “Dopo che verrà stabilito il suo rilascio – sostiene – tutti i Paesi occidentali dovranno offrirle subito asilo politico. Asia non merita niente di meno, per il suo grande stoicismo”. Poi riferisce le preoccupazioni di Ashiq Masih, marito della donna, che si trova in Gran Bretagna. “Egli teme che la sua famiglia non sarà mai più unita. La sua più grave preoccupazione è che se anche Asia dovesse ottenere l’asilo in Gran Bretagna, molto probabilmente non avrebbe il ricongiungimento con le figlie sposate”. Questo vuol dire, conclude con amarezza Chowdhry, “che sarà divisa per sempre da qualcuno che ama”.

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