06/07/2013, 00.00
CAMBOGIA
Invia ad un amico

Scoperta la città perduta di Mahendraparvata: prima capitale Khmer, più antica di Angkor

Grazie a una tecnica laser innovativa, un gruppo di archeologi ha rinvenuto le tracce di un intero agglomerato urbano. Sarebbe stato costruito ben 350 anni prima di Angkor, ancora ignota la reale estensione. Dal ritrovamento nuove informazioni sui motivi del declino del regno Khmer; tra le ipotesi ambiente e deforestazione.

Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) - La regione di Angkor, famosa per i suoi templi e capitale del regno Khmer, che ha vissuto il suo apice fra il IX e il XII secolo, non ha smesso di regalare meraviglie di un passato ancora - in parte - sconosciuto. Ne è prova la recente scoperta fatta da un gruppo di archeologi che, attraverso l'uso di un radar laser di ultima generazione, ha rinvenuto le vestigia di un intero agglomerato urbano, meglio conosciuto come "la città perduta di Mahendraparvata". Citata più volte nei testi antichi, l'area è sorta ancor prima della più famosa e celebrata Angkor e secondo gli ultimi studi sarebbe stata "la prima capitale Khmer oltre 1200 anni fa".

Una missione di ricercatori a fine giugno ha pubblicato sulla rivista dell'Accademica nazionale delle scienze (Pnas) quella che appare a tutti gli effetti una scoperta eccezionale. Le vestigia di una città medioevale, costruita ben 350 anni prima di Angkor (celebre per il tempio di Angkor Wat). Sarebbe stata la prima capitale del regno Khmer, ovvero la città perduta di Mahendraparvata.

Il ritrovamento è avvenuto grazie a un lavoro meticoloso, secondo una tecnica all'avanguardia: nell'aprile 2012 un elicottero con a bordo il radar di ultima generazione LiDAR ha sorvolato un'area di 370 m2 attorno ad Angkor. Tracciando milioni di punti topografici e scattando diverse migliaia di fotografie - in soli due giorni - aeree, elaborate poi attraverso uno studio di diversi mesi, si è accertata la presenza di un intero agglomerato urbano la cui ampiezza è tuttora sconosciuta.

Senza la tecnologia radar, non sarebbe stato possibile distinguere nella giungla di alberi, piante e foreste la presenza di larghe strade, bacini e canali di irrigazione, costruzioni poi andate distrutte con una precisione quasi millimetrica. L'antica città si trovava nei pressi del massiccio montagnoso di Phnom Kulen, circa 40 km a nord-est di Angkor.

Gli archeologi ricordano che le case khmer erano tutte in legno, quindi non sono sopravvissute all'usura del tempo. Solo gli edifici religiosi, come i templi, erano in pietra. E molti luoghi di culto sono già stati rinvenuti nella zona interessata dalla scoperta. Un'area così vasta che un ricercatore afferma di "non avere idea" della sua portata. Essa fornisce inoltre ulteriori informazioni sulle possibili spiegazioni del progressivo declino, fino alla scomparsa, del regno Khmer che pare legato fra gli altri alla massiccia deforestazione e all'impatto ambientale da essa provocato. 

 

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Phnom Penh festeggia la restituzione di tre preziose statue millenarie
04/06/2014
Nuovo Anno e voglia di oblio, la Cambogia archivia Pol Pot e il 40mo dei Khmer rossi
24/04/2015
Paludi della Mesopotamia patrimonio Unesco. Mar Sako: archeologia vale più del petrolio
23/07/2016 09:32
Libia, i salafiti pronti a distruggere la statua simbolo di Tripoli. La popolazione insorge
16/02/2013
Scoperte archeologiche nell’Asia ex-sovietica
12/01/2019 09:00