08/08/2018, 12.47
PAKISTAN-IRLANDA
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Rifiutati i visti ai pakistani per la Giornata mondiale delle famiglie in Irlanda

Anche diversi religiosi hanno ricevuto risposta negativa. Rifiutati anche i pellegrini selezionati dalla Chiesa pakistana. Il consolato irlandese spiega che vengono analizzate le condizioni familiari, economiche e sociali dei richiedenti.

Karachi (AsiaNews/Ucanews) – L’Irlanda non concede i visti a migliaia di pakistani cristiani. I consolati a Karachi e Islamabad hanno negato i visti alle famiglie che desideravano partecipare al prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà a Dublino dal 21 al 26 agosto. All’incontro sarà presente anche papa Francesco.

Sono circa 10mila le famiglie che hanno fatto domanda da tutto il Pakistan; 600 dall’arcidiocesi di Karachi. Tutte le richieste sono state respinte. Anche ai religiosi è stato negato il visto. Il parroco della chiesa di Good Shepherd a Karachi, padre Anthony Abraz spiega: “L’ufficio dei visti non ha trovato prove sufficienti di obblighi familiari, sociali, economici e di altro tipo per il ritorno in Pakistan dopo essere stato in Irlanda”. Inoltre, non avendo partecipato ad eventi simili in passato gli è stato negato il visto. Il consolato irlandese a Karachi ha analizzato le motivazioni per cui ci si reca in Irlanda e altri parametri, tra i quali: la situazione familiare, economica, lavorativa, il motivo del viaggio e la sistemazione una volta arrivati sull’isola.

“Tutte le domande dovevano essere valutate caso per caso” spiega padre Abraz, aggiungendo che anche  due gruppi di laici hanno ricevuto lettere con le stesse motivazioni.

Sono stati rifiutati anche i pellegrini selezionati dalla Chiesa e muniti di lettere di raccomandazione scritte dal card. Jospeh Coutts di Karachi, dove egli “garantiva” che i pellegrini non avrebbero fatto domanda di asilo una volta arrivati in Irlanda.

Molti fedeli sono indignati per come è stata gestita la procedura. Samuel Sarfraz, impiegato in un'azienda farmaceutica nella città di Multan (Punjab)  ha venduto un terreno per raccogliere 300mila rupie (2.420 dollari), necessari per pagare la richiesta, non rimborsabile, dei visti per la sua famiglia di tre bambini. “Questa è una cospirazione per togliere soldi a persone che sono già emarginate e discriminate in un Paese a maggioranza musulmana. Se la politica era quella di respingere tutti i pakistani, perché hanno messo le tasse di registrazione per i visti per l'incontro mondiale? Volevamo solo vedere il nostro amato Santo Padre, il rifiuto influisce sulle nostre prospettive di visitare qualsiasi Paese europeo".

Il passaporto pakistano preclude la possibilità di visitare molti Paesi. L’Henley Passport Index 2018 lo classifica come il terzo peggiore al mondo per i viaggi internazionali, dopo Afghanistan e Iraq.

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