01/06/2021, 13.38
PAKISTAN
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Rehan, il 'buon samaritano' di Faisalabad

di Shafique Khokhar

Con una piccola organizzazione, un operatore sociale nel quartiere di Warispura non fornisce aiuti in denaro, ma attrezzature per avviare un'attività. Negli ultimi sei mesi ne sono nate più di 10 gestite da famiglie povere cristiane. Il sostegno economico giunge dalle donazioni di due cugini in America "che Dio solo ripagherà". 

Faisalabad (AsiaNews) - Non dare denaro direttamente ai poveri, ma aiutarli ad avviare loro stessi un'attività per guadagnarsi il pane. Si ispira a questa filosofia il Good Samaritan Resource Center, una piccola organizzazione avviata da Rehan Masih, un operatore sociale del quartiere di Warispura. Con risorse davvero limitate il suo intento è quello di seguire alla lettera l'invito evangelico della parabola del Buon samaritano: “Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più te lo rifonderò al mio ritorno” (Luca 10,35).

Masih racconta di aver imparato nella vita quanto sia meglio insegnare a pescare piuttosto che distribuire un pesce. Così ha cominciato a sostenere persone capaci in semplici attività come gli auto rickshaw, piccole botteghe, sartorie, saloni di bellezza. Ha persino fornito mucche e capre a chi sapeva come farle diventare un'impresa redditizia. In questo modo, invece di cadere in disgrazia chiedendo l'elemosina o strangolate dai prestiti, queste persone oggi possono lavorare con onore per se stesse grazie al Good Samaritan Resource Center.

Masih spiega che il centro non versa denaro a nessuno: è lui stesso ad occuparsi dell'acquisto dell'attrezzatura e a fornirla evitando così che i soldi vengano utilizzati per altri scopi. Scelgono insieme ciò che serve per l'attività e poi lui lo fornisce. Dall'America i suoi due cugini Nayer e Issac lo sostengono nel suo lavoro ottenendo una soddisfazione interiore che solo Dio potrà ripagare. Negli ultimi sei mesi insieme hanno avviato oltre 10 piccole attività gestite da famiglie povere cristiane; altre 50 sono in attesa. Il suo intento è quello di dare a tutte le famiglie quanto a lui è donato “senza alcun interesse”: non una singola rupia viene trattenuta, tutto è destinato alle attività. Adesso sta progettando l'avvio di un barbeque e di altre piccole iniziative economiche per le quali nelle prossime settimane terrà dei colloqui con una decina di famiglie.

“Mi hanno aiutato in un momento difficile a restare in piedi da solo. Sono stati Rehan e il suo team a fornirmi i macchinari, i tessuti e i vestiti”, racconta ad AsiaNews Irfan Masih, una persona disabile che ha avviato una sartoria. Ora realizza le uniformi per la scuola e capi d'abbigliamento per uomini e donne guadagnando almeno 20 dollari al giorno, che gli permettono di sostenere la sua famiglia.

Un altro beneficiario, Niyamat Masih, spiega che faceva le pulizie in diversi edifici quando ha sentito parlare di Rehan. Dopo un paio di mesi di verifiche gli hanno procurato un rickshaw grazie al quale ora guadagna da vivere con onore per la sua famiglia.

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