05/04/2018, 08.05
RUSSIA-TURCHIA
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Putin da Erdogan: affari commerciali e missione religiosa

di Vladimir Rozanskij

Ormai superata la crisi del bombardiere russo abbattuto nel 2015. Contratti per centrali nucleari, gasdotti, prodotti agricoli e turismo. Una telefonata al patriarca ecumenico Bartolomeo per gli auguri della Pasqua ortodossa.

Mosca (AsiaNews) - Il primo viaggio all’estero di Putin IV, il moderno zar di Russia, si è svolto ieri nel territorio dell’ex-impero bizantino, la “seconda Roma” di Istanbul e Ankara, per incontrare il moderno “sultano” Recep Tayyip Erdogan. L’incontro tra i due principali leader “sovranisti” è durato oltre un’ora e mezzo, mettendo fine ai tanti motivi di conflitto che hanno diviso in questi anni le uniche due potenze bi-continentali ed eurasiatiche del mondo contemporaneo.

Dal novembre 2015, le relazioni tra Russia e Turchia si erano molto complicate, quando gli incrociatori turchi avevano abbattuto un bombardiere russo Su-24 alla frontiera con la Siria. Mosca aveva quindi proibito l’importazione dalla Turchia di frutta e verdura, ponendo gravi restrizioni al turismo russo sulle coste anatoliche e congelando diversi progetti di collaborazione, tra cui la costruzione di una centrale nucleare e di un gasdotto. Ora sembra che tutti i problemi siano stati risolti.

Il 4 marzo scorso, Putin e Erdogan hanno dato l’avvio alla stazione per la produzione di energia nucleare “Akkuju”, che garantirà alla Russia decine di migliaia di posti di lavoro. Si tratta di una commessa da circa 20mila miliardi di euro, destinata a sostenere l’industria meccanica e metallurgica russa, che era stata bloccata dopo l’incontro tra i due leader nell’agosto del 2016 a San Pietroburgo; Erdogan si era dichiarato pronto a dare all’accordo un valore strategico, ma si rifiutò di concedere alla Russia le compensazioni richieste per l’incidente dell’anno precedente. Per la Russia il progetto era e rimane irrinunciabile, come alternativa al “Flusso meridionale”, il gasdotto che dalla Bulgaria dovrebbe raggiungere gli Stati europei affacciati sul Mediterraneo. Con l’accordo turco, la Russia potrà ora rinunciare al transito in Ucraina del gasdotto meridionale, per il quale sono già stati stesi oltre 1000 chilometri di tubature che ora potranno essere deviate in territorio “amico”.

La rinnovata amicizia russo-turca permetterà di superare la “crisi del pomodoro”, essendo la Turchia il principale importatore in Russia dell’oro rosso e di molti generi di frutta e verdura, ricercati soprattutto durante i lunghi geli invernali; dall’Anatolia i prodotti ortofrutticoli possono raggiungere la Russia in una settimana. Negli ultimi tre anni in Russia si era verificato un vero “boom” di aperture di serre per pomodori, creando scompensi nel mercato interno e gravi problemi in quello turco, suscitando reazioni da parte di Ankara, costretta a mettere gravi dazi sul frumento della Russia meridionale.

Ora tutte le barriere tra i due Paesi sono cadute, compresa quella sui viaggi turistici, per cui la prossima estate si attende un vero esodo di russi sulle spiagge turche: l’anno scorso i turisti russi erano stati circa 800.000, mentre nel 2015 erano più di 5 milioni. Quest’anno si spera di superare i 7 milioni di visitatori, una vera invasione pacifica dei russi in Turchia.

Gli accordi di Putin riguardano anche il settore militare, con la vendita di sistemi missilistici avanzati per oltre 2 miliardi e mezzo di dollari. Questo nonostante le minacce americane di sanzioni contro la Turchia, se acquisterà armamenti dalla Russia; la Turchia è infatti un partner della Nato.

Putin non si è limitato alle trattative economico-militari, ma ha sfruttato la visita in Turchia per ribadire la sua missione di capo dell’Ortodossia. A margine dell’incontro con Erdogan, come hanno comunicato i portavoce della delegazione russa, il presidente ha avuto un lungo colloquio telefonico con il patriarca ecumenico Bartolomeo (Archontonis) di Costantinopoli, massima autorità del cristianesimo di tradizione bizantina. Il patriarca si è congratulato con Putin per la rielezione plebiscitaria a presidente della Federazione Russa, ed entrambi si sono scambiati gli auguri per le imminenti festività pasquali (la Pasqua ortodossa quest’anno cade l’8 aprile, e ora siamo nei giorni della Settimana Santa). Il leader russo ha riportato le intenzioni del patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev), che ha auspicato il massimo sostegno reciproco all’unità del mondo ortodosso.

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