22/04/2018, 12.13
VATICANO
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Papa: se non si vuole vivere con Gesù, prevalgano modi di vivere non coerenti col Vangelo

Francesco ha ordinato 16 sacerdoti. “Cessi ogni violenza, si eviti un inutile spargimento di sangue” in Nicaragua dove “in seguito a una protesta sociale, si sono verificati scontri, che hanno causato anche alcune vittime”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Gesù conosce ognuno di noi e ognuno di noi dovrebbe cercare di conoscere Gesù. E “quando nelle nostre comunità si raffredda il desiderio di vivere il rapporto con Gesù, di ascoltare la sua voce e di seguirlo fedelmente, è inevitabile che prevalgano altri modi di pensare e di vivere che non coerenti col Vangelo”.

L’ha detto oggi papa Francesco prima della recita del Regina Caeli, prendendo spunto dl passo degli Atti degli apostoli nel quale “Pietro dichiara apertamente che la guarigione dello storpio, operata da lui e di cui parla tutta Gerusalemme, è avvenuta nel nome di Gesù, perché «in nessun altro c’è salvezza» (4,12)”.

“Ma – ha detto ancora alle 30mila persone presenti in piazza san Pietro - chi è il Cristo che risana? In che cosa consiste l’essere risanati da Lui? Da che cosa ci guarisce? E attraverso quali atteggiamenti? La risposta a tutte queste domande la troviamo nel Vangelo di oggi, dove Gesù dice: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore» (Gv 10,11). Questa autopresentazione di Gesù non può essere ridotta a una suggestione emotiva, senza alcun effetto concreto! Gesù risana attraverso il suo essere pastore che dà la vita. Dando la sua vita per noi, Gesù dice a ciascuno: ‘la tua vita vale così tanto per me, che per salvarla do tutto me stesso’. È proprio questo offrire la sua vita che lo rende Pastore buono per eccellenza, Colui che risana, Colui che permette a noi di vivere una vita bella e feconda”.

“La seconda parte della stessa pagina evangelica ci dice a quali condizioni Gesù può risanarci e può rendere la nostra vita gioiosa e feconda: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre» (vv. 14-15). Gesù non parla di una conoscenza intellettiva, ma di una relazione personale, di predilezione, di tenerezza reciproca, riflesso della stessa relazione intima di amore tra Lui e il Padre. È questo l’atteggiamento attraverso il quale si realizza un rapporto vivo e personale con Gesù: lasciarci conoscere da Lui. Non chiudersi in se stessi, aprirsi al Signore. Egli è attento a ciascuno di noi, conosce in profondità il nostro cuore: conosce i nostri pregi e i nostri difetti, i progetti che abbiamo realizzato e le speranze che sono andate deluse. Ma ci accetta così come siamo, anche con i nostri peccati, per perdonarci; ci guida con amore, perché possiamo attraversare sentieri anche impervi senza smarrire la via. A nostra volta, noi siamo chiamati a conoscere Gesù. Ciò implica un incontro con Lui, che susciti il desiderio di seguirlo abbandonando gli atteggiamenti autoreferenziali per incamminarsi su strade nuove, indicate da Cristo stesso e aperte su vasti orizzonti”.

Prima della recita della preghiera mariana, nella  Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, Francesco aveva ordinato 16 sacerdoti. A loro, nel corso del rito celebrato nella basilica di san Pietro, il Papa ha ricordato di essere collaboratori di Gesù, “solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento”. “Consapevoli di essere stati scelti fra gli uomini e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio – ha detto ancora - esercitate in letizia e carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere Dio e non a voi stessi o agli uomini, per altri interessi. Soltanto il servizio a Dio, per il bene del santo popolo fedele di Dio. Infine, partecipando alla missione di Cristo, Capo e Pastore, in comunione filiale con il vostro Vescovo, impegnatevi a unire i fedeli in un’unica famiglia per condurli a Dio Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo. E abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e per cercare e salvare ciò che era perduto”.

Dei nuovi sacerdoti, 6 sono provenienti dal Collegio diocesano Redemptoris Mater, 5 dal Pontificio seminario romano maggiore, 4 dalla Famiglia dei discepoli, 1 dall’Opera don Orione.

Della Giornata il Papa ha parlato anche alle persone presenti in piazza san Pietro per il Regina Caeli. “Ringraziamo Dio perché continua a suscitare nella Chiesa storie d’amore per Gesù Cristo, a lode della sua gloria e al servizio dei fratelli. Oggi, in particolare, ringraziamo per i nuovi sacerdoti che ho ordinato poco fa nella Basilica di San Pietro. E chiediamo al Signore che mandi tanti buoni operai a lavorare nel suo campo, come pure moltiplichi le vocazioni alla vita consacrata e al matrimonio cristiano”.

Francesco ha detto anche di essere “molto preoccupato per quanto sta accadendo in questi giorni in Nicaragua, dove, in seguito a una protesta sociale, si sono verificati scontri, che hanno causato anche alcune vittime. Esprimo la mia vicinanza nella preghiera a quell’amato Paese, e mi unisco ai Vescovi nel chiedere che cessi ogni violenza, si eviti un inutile spargimento di sangue e le questioni aperte siano risolte pacificamente e con senso di responsabilità”.

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