03/12/2018, 14.49
VATICANO - PALESTINA
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Papa: riceve Abbas, rilanciare processo di pace tra Israele e Palestina

“Raggiungere la soluzione dei due Stati”. “Riconoscerne e preservarne l’identità e il valore universale” di Gerusalemme, “combattere ogni forma di estremismo e di fondamentalismo”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Rilanciare il processo di pace tra israeliani e palestinesi nella prospettiva della realizzazione dei due Stati, riconoscere il valore universale di Gerusalemme e combattere ogni forma di fondamentalismo. Sono i temi affrontati oggi nell'incontro di papa Francesco con il presidente palestinese Mahmoud Abbas.

Accolto da Francesco con un abbraccio, “il Presidente dello Stato di Palestine” – così definito in un comunicato vaticano - ha incontrato anche il segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Gallagher.

“Durante i cordiali colloqui – riferisce la nota vaticana - sono stati rilevati i buoni rapporti tra la Santa Sede e la Palestina e il ruolo positivo dei cristiani e dell’attività della Chiesa nella società palestinese, sancito dall’Accordo globale del 2015. Ci si è quindi soffermati sul cammino di riconciliazione all’interno del popolo palestinese, nonché sugli sforzi per riattivare il processo di pace tra Israeliani e Palestinesi e raggiungere la soluzione dei due Stati, auspicando un rinnovato impegno della Comunità internazionale nel venire incontro alle legittime aspirazioni di entrambi i popoli. Un’attenzione particolare è stata riservata allo status di Gerusalemme, sottolineando l’importanza di riconoscerne e preservarne l’identità e il valore universale di Città santa per le tre religioni abramitiche”.

“Infine, si è parlato degli altri conflitti che affliggono il Medio Oriente e dell’urgenza di favorire percorsi di pace e di dialogo, con il contributo delle comunità religiose, per combattere ogni forma di estremismo e di fondamentalismo”.

Della visita di Abbas in Vaticano ha parlato anche il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Intervistato da Radio Vaticana Italia egli ha detto di vedere negli incontri del Presidente palestinese “un grido di sofferenza” di fronte al fatto che “il cosiddetto progetto dei due Stati rischia di andare via via evaporando. E’ un progetto – ha proseguito -che sembra che sia continuamente eroso dal cambio della situazione, e quindi io penso che il messaggio del presidente Abu Mazen sia soprattutto – oserei dire – un grido di sofferenza. E’ la situazione che vive la stragrande maggioranza dei palestinesi i quali in qualche modo sentono che il loro sogno, anche di avere una patria, di avere uno Stato non è affatto a portata di mano. Quindi, più che un tipo di dichiarazione anche – come dire – politica, forse è anche una dichiarazione di un dato di fatto, di una sofferenza che è la sofferenza di un intero popolo”.

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