02/01/2019, 11.12
VATICANO
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Papa: il cristiano è colui che è davanti a un Dio che chiede di essere chiamato Padre

““Tutte le persone capaci di amore, gli operatori di pace che fino ad allora erano finiti ai margini della storia, sono invece i costruttori del Regno di Dio. È come se Gesù dicesse: avanti voi che portate nel cuore il mistero di un Dio che ha rivelato la sua onnipotenza nell’amore e nel perdono! Da questo portale d’ingresso, che capovolge i valori della storia, fuoriesce la novità del Vangelo”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il cristiano “non è uno che si impegna ad essere più buono degli altri: sa di essere peccatore come tutti”, ma è l’uomo che sosta davanti alla rivelazione di un Dio che “chiede ai suoi figli di invocarlo con il nome di ‘Padre’, di lasciarsi rinnovare dalla sua potenza e di riflettere un raggio della sua bontà per questo mondo così assetato di bene, così in attesa di belle notizie”. E’ la “presentazione” del Padre Nostro come la descrive Matteo, al centro del discorso della montagna (cfr 6,9-13) della quale papa Francesco ha parlato oggi all’udienza generale.

Proseguendo nelle catechesi dedicate al Padre Nostro, Francesco ha detto alle ottomila persone presenti nell’aula Paolo VI che “la collocazione è molto significativa; perché in questo lungo insegnamento, che va sotto il nome di ‘discorso della montagna’ (cfr Mt 5,1-7,27), Gesù condensa gli aspetti fondamentali del suo messaggio. L’esordio è come un arco decorato a festa: le Beatitudini. Gesù incorona di felicità una serie di categorie di persone che nel suo tempo – ma anche nel nostro! – non erano molto considerate. Beati i poveri, i miti, i misericordiosi, le persone umili di cuore… Questa è la rivoluzione del Vangelo. Dove c'è Vangelo c'è rivoluzione”.

“Tutte le persone capaci di amore, gli operatori di pace che fino ad allora erano finiti ai margini della storia, sono invece i costruttori del Regno di Dio. È come se Gesù dicesse: avanti voi che portate nel cuore il mistero di un Dio che ha rivelato la sua onnipotenza nell’amore e nel perdono! Da questo portale d’ingresso, che capovolge i valori della storia, fuoriesce la novità del Vangelo. La Legge non deve essere abolita ma ha bisogno di una nuova interpretazione, che la riconduca al suo senso originario. Se una persona ha il cuore buono, predisposto all’amore, allora comprende che ogni parola di Dio deve essere incarnata fino alle sue ultime conseguenze. L’amore non ha confini: si può amare il proprio coniuge, il proprio amico e perfino il proprio nemico con una prospettiva del tutto nuova. Dice Gesù: «Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5,44-45)”.

“Ecco il grande segreto che sta alla base di tutto il discorso della montagna: siate figli del Padre vostro che è nei cieli. Apparentemente questi capitoli del Vangelo di Matteo sembrano essere un discorso morale, sembrano evocare un’etica così esigente da apparire impraticabile, e invece scopriamo che sono soprattutto un discorso teologico. Il cristiano non è uno che si impegna ad essere più buono degli altri: sa di essere peccatore come tutti. Il cristiano semplicemente è l’uomo che sosta davanti al nuovo Roveto Ardente, alla rivelazione di un Dio che non porta l’enigma di un nome impronunciabile, ma che chiede ai suoi figli di invocarlo con il nome di ‘Padre’, di lasciarsi rinnovare dalla sua potenza e di riflettere un raggio della sua bontà per questo mondo così assetato di bene, così in attesa di belle notizie”.

“Ecco dunque come Gesù introduce l’insegnamento della preghiera del ‘Padre nostro’. Lo fa prendendo le distanze da due gruppi del suo tempo.
Anzitutto gli ipocriti: «Non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente» (Mt 6,5)”.

“E quante volte noi vediamo lo scandalo di quelle persone che vanno in chiesa e stanno tutta la giornata lì o vanno tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri o parlando male della gente. Questo è uno scandalo! Meglio non andare in chiesa! Vivi così, come ateo. Ma se tu vai in chiesa, vivi come figlio, come fratello e dà una vera testimonianza, non una contro-testimonianza”.

“C’è gente che è capace di tessere preghiere atee, senza Dio: lo fanno per essere ammirati dagli uomini. La preghiera cristiana, invece, non ha altro testimone credibile che la propria coscienza, dove si intreccia intensissimo un continuo dialogo con il Padre: «Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto» (Mt 6,6). Poi Gesù prende le distanze dalla preghiera dei pagani: «Non sprecate parole: essi credono di venire ascoltati a forza di parole» (Mt 6,7). Qui forse Gesù allude a quella ‘captatio benevolentiae’ che era la necessaria premessa di tante preghiere antiche: la divinità doveva essere in qualche modo ammansita da una lunga serie di lodi”.

“E anche io penso a tanti cristiani che credono che pregare è – scusatemi, eh! – ‘parlare a Dio come un pappagallo’. No! Pregare si fa dal cuore, da dentro.  Tu invece – dice Gesù –, quando preghi, rivolgiti a Dio come un figlio a suo padre, il quale sa di quali cose ha bisogno prima ancora che gliele chieda (cfr Mt 6,8).

“E' bello pensare che il nostro Dio non ha bisogno di sacrifici per conquistare il suo favore! Non ha bisogno di niente, il nostro Dio: nella preghiera chiede solo che noi teniamo aperto un canale di comunicazione con Lui per scoprirci sempre suoi figli amatissimi. E Lui ci ama tanto”.

E dopo una parentesi colorata e festosa offerta dagli artisti del Circo di Cuba, “che – ha detto il Papa - portano bellezza e che ci fa più buoni e ci porta a Dio", nei saluti in italiano, Francesco ha ricordato la prossima celebrazione dell’Epifania invitando ad emulare i Magi alzando lo sguardo al cielo, “solo così riusciremo a vedere la stella che ci invita a percorrere le strade del bene”.

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