04/10/2019, 14.00
VATICANO
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Papa: il Sinodo per l’Amazzonia consacrato a san Francesco

Cerimonia nei giardini vaticani. “Molti dicono che la vita consacrata sta attraversando un inverno. Può darsi che sia così”. “In questa situazione, la grande sfida è attraversare l’inverno per rifiorire e portare frutto”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il Sinodo amazzonico ha san Francesco come modello e guida, affinché l’assemblea che inizia domenica 6 costituisca un passo fecondo per discernere nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale in Amazzonia. La prossima assemblea è stata infatti consacrata al Santo di Assisi nel corso di una cerimonia svoltasi stamattina nei giardini vaticani, alla presenza del Papa.

La cerimonia, svoltasi  a conclusione dell’iniziativa il “Tempo del Creato” promossa di recente da papa Francesco, ha anche visto Francesco piantare un albero, un leccio proveniente da Assisi, come simbolo di quella ecologia integrale che sarà promossa dall’assemblea sinodale.

Alla cerimonia hanno preso parte anche rappresentanti dei popoli indigeni dell’Amazzonia, che hanno danzato e cantato. 

Nel giorno dedicato al suo santo patrono, Francesco ha anche ricevuto le partecipanti all’11mo capitolo generale dell’Istituto Pia Società Figlie di San Paolo, alle quali ha raccomandato l’impegno per la missione.

“La storia della salvezza, sia della singola persona sia del popolo – ha detto loro - è radicata nella disponibilità a partire, a lasciare, a mettersi in cammino, non per propria iniziativa, ma come risposta alla chiamata e nell’affidamento alla promessa. È l’esperienza della Grazia – direbbe San Paolo – che ci è stata donata in Gesù Cristo. «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi». E questo vale non solo per la chiamata, ma anche per il nostro presente e il nostro futuro: «Senza di me non potete far nulla»”.

Francesco ha poi affermato che “in questi tempi delicati e duri”, è “più che mai” necessaria la fede. “Molti dicono che la vita consacrata sta attraversando un inverno. Può darsi che sia così, perché le vocazioni scarseggiano, l’età media avanza e la fedeltà agli impegni assunti con la professione non è sempre quella che dovrebbe essere. In questa situazione, la grande sfida è attraversare l’inverno per rifiorire e portare frutto”. “L’inverno, anche nella Chiesa e nella vita consacrata, non è un tempo sterile e di morte, ma tempo propizio che consente di tornare all’essenziale”, per “uscire, partire in fretta”, mettendosi in cammino verso gli uomini e le donne di oggi.

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