27/06/2010, 00.00
VATICANO
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Papa: Seguire Gesù, dove libertà e amore coincidono

Benedetto XVI sottolinea le esigenze radicali per coloro che si consacrano a Cristo, espressione di “radicalità” dovuta all’Amore di Dio, al quale Gesù stesso obbedisce. La beatificazione di Estéphan Nehmé, religioso dell’ordine Libanese maronita, avvenuta oggi in Libano. Un grazie per la “Giornata della carità del papa”.
Città del Vaticano (AsiaNews) – “Chi rinuncia a tutto, persino a se stesso, per seguire Gesù, entra in una nuova dimensione della libertà, che san Paolo definisce “camminare secondo lo Spirito” (cfr Gal 5,16)… questa nuova forma di libertà acquistataci da Cristo consiste nell’essere “a servizio gli uni degli altri” (Gal 5,1.13). Libertà e amore coincidono! Al contrario, obbedire al proprio egoismo conduce a rivalità e conflitti”.
 
All’Angelus di oggi Benedetto XVI ha presentato ancora una volta le esigenze implicate nella consacrazione totale a Gesù Cristo, come avviene nell’ordinazione sacerdotale.
Proprio la scorsa settimana il papa ha consacrato14 nuovi presbiteri per la diocesi di Roma (v. foto) che rappresentano, come ogni consacrazione, “un esempio vivente di risposta radicale alla vocazione divina”.
 
Commentando il vangelo della messa di oggi (Luca 9, 51-62), il pontefice elenca alcuni incontri di Gesù con dei giovani. Egli li avverte che “il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”; che “chi sceglie di lavorare con Lui nel campo di Dio non può più tirarsi indietro”; che è necessario “un taglio netto dei legami familiari”.
 
“Queste esigenze – continua Benedetto XVI - possono apparire troppo dure, ma in realtà esprimono la novità e la priorità assoluta del Regno di Dio che si fa presente nella Persona stessa di Gesù Cristo. In ultima analisi, si tratta di quella radicalità che è dovuta all’Amore di Dio, al quale Gesù stesso per primo obbedisce”.
 
Ricordando poi l’Anno sacerdotale e la sua conclusione lo scorso 11 giugno (solennità del Sacro Cuore), il papa ha affermato: “Oggi vorrei invitare tutti a contemplare il mistero del Cuore divino-umano del Signore Gesù, per attingere alla fonte stessa dell’Amore di Dio. Chi fissa lo sguardo su quel Cuore trafitto e sempre aperto per amore nostro, sente la verità di questa invocazione: “Sei tu, Signore, l’unico mio bene” (Salmo resp.), ed è pronto a lasciare tutto per seguire il Signore. O Maria, che hai corrisposto senza riserve alla divina chiamata, prega per noi!”.
 
Dopo la preghiera mariana, Benedetto XVI ha ricordato che oggi in Libano è stato proclamato beato Estéphan Nehmé, religioso dell’ordine Libanese maronita, vissuto in Libano tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. “Mi rallegro di cuore – ha aggiunto - con i fratelli e le sorelle libanesi, e li affido con grande affetto alla protezione del nuovo Beato”.
 
Benedetto XVI ha poi espresso la sua “viva gratitudine a quanti, con la preghiera e le offerte, sostengono l’azione apostolica e caritativa del Successore di Pietro e favore della Chiesa universale e di tanti fratelli vicini e lontani”. Quest’oggi infatti si celebra in tutto il mondo la Giornata della carità del papa, con occasioni di raccolte straordinarie di soldi e aiuti per il pontefice, che egli poi usa per solidarietà verso situazioni di emergenza e bisogni.
 
Foto: CPP
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