20/09/2020, 12.35
VATICANO
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Papa: L’agire di Dio è ‘più che giusto’; è grazia, come per il buon ladrone

All’Angelus, papa Francesco spiega che “Dio chiama tutti e chiama sempre, a qualsiasi ora”. “La Chiesa deve essere come Dio, sempre in uscita”. L’agire di Dio “va oltre la giustizia”. Egli “ci elargisce più di quanto noi meritiamo”. Il Congresso eucaristico internazionale rimandato all’anno prossimo, sempre a Budapest.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Chi è il primo santo canonizzato nella Chiesa? Il buon ladrone, che ha ‘rubato’ il paradiso nell’ultimo momento della sua vita”. È l’esempio che papa Francesco ha proposto oggi ai fedeli radunati in piazza san Pietro per la preghiera dell’Angelus per ricordare loro che l’agire di Dio “è più che giusto, nel senso che va oltre la giustizia e si manifesta nella Grazia”.

Prima della preghiera mariana, il pontefice ha voluto commentare il vangelo di oggi (domenica 25ma per anno A, Matteo 20,1-16) sugli operai chiamati a giornata a lavorare nella vigna, sottolineando “due atteggiamenti del padrone: la chiamata e la ricompensa”.

Il padrone della vigna chiama “alle sei, alle nove, alle dodici, alle tre e alle cinque del pomeriggio… Quel padrone rappresenta Dio che chiama tutti e chiama sempre, a qualsiasi ora. Dio agisce così anche oggi: continua a chiamare chiunque, a qualsiasi ora, per invitare a lavorare nel suo Regno… Egli non sta rinchiuso nel suo mondo, ma ‘esce’ continuamente alla ricerca delle persone, perché vuole che nessuno sia escluso dal suo disegno d’amore”.

Come conseguenza, “Anche le nostre comunità sono chiamate ad uscire dai vari tipi di ‘confini’ che ci possono essere, per offrire a tutti la parola di salvezza che Gesù è venuto a portare. Si tratta di aprirsi ad orizzonti di vita che offrano speranza a quanti stazionano nelle periferie esistenziali e non hanno ancora sperimentato, o hanno smarrito, la forza e la luce dell’incontro con Cristo”.

A braccio, ha poi aggiunto: “La Chiesa deve essere come Dio, sempre in uscita” e ha ripreso un concetto che spiega molto spesso, secondo cui “è meglio una chiesa incidentata perché esce, che una chiesa ammalata che non esce”.

Il secondo atteggiamento del padrone è sulla ricompensa. Nella parabola, il padrone paga tutti allo stesso modo, sia chi ha lavorato tutto il giorno, che chi ha lavorato solo un’ora. “Dio si comporta così: non guarda al tempo e ai risultati, ma alla disponibilità e alla generosità con cui ci mettiamo al suo servizio. Il suo agire è più che giusto, nel senso che va oltre la giustizia e si manifesta nella Grazia. Donandoci la Grazia, Egli ci elargisce più di quanto noi meritiamo”.

“Maria Santissima ci aiuti a sentire ogni giorno la gioia e lo stupore di essere chiamati da Dio a lavorare per Lui, nel suo campo che è il mondo, nella sua vigna che è la Chiesa. E di avere come unica ricompensa il suo amore, l’amicizia di Gesù, che è il tutto per noi”.

Dopo la preghiera mariana, il papa ha ricordato che in questi giorni si sarebbe dovuto celebrare il 52mo Congresso eucaristico internazionale a Budapest (Ungheria). A causa del Covid, l’incontro è saltato per quest’anno, ma il pontefice ha confermato che esso si terrà l’anno prossimo dal 5 al 12 settembre, sempre a Budapest.

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