10/12/2019, 12.50
BHUTAN
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P. Kinley Tshering, primo sacerdote del Bhutan grazie all’incontro con Madre Teresa

di Kim Ae-ran*

Il prete ha studiato con i gesuiti e è stato battezzato in segreto. Coltivava in segreto la vocazione, fino a un incontro casuale in aereo con la santa di Calcutta. Sogna di aprire un centro di assistenza per ragazzi bisognosi e di essere d’esempio per la vocazione di altri sacerdoti.

Thimphu (AsiaNews) – Da imprenditore a primo sacerdote del Bhutan, grazie a un incontro con Madre Teresa di Calcutta alla quale rivela la sua vocazione sacerdotale, un desiderio che porta nel cuore fin da bambino ma che ha sempre dovuto reprimere per l’opposizione della famiglia. È la storia di p. Kinley Tshering, ex superiore provinciale dei gesuiti nel Darjeeling, in India, oggi tornato nel Paese d’origine per servire la Chiesa e la minuscola comunità cattolica composta da circa 100 fedeli. La racconta una suora delle Figlie di san Paolo. La storia è stata pubblicata sul Korea Times (traduzione a cura di AsiaNews).

Di recente ho incontrato per caso p. Kinley Tshering, ex superiore provinciale dei gesuiti de Darjeeling in India, primo e unico prete cattolico nativo del Bhutan.

Il Bhutan è una rigida teocrazia buddista con una popolazione di meno di un milione di abitanti, situato in Asia meridionale sull’Himalaya orientale, racchiuso tra India e Cina. Il Bhutan è la seconda nazione meno popolosa al mondo dopo le Maldive. Bhutan e Maldive erano gli unici due Paesi senza cattolici. Ma circa 10 anni fa, il governo del Bhutan ha concesso la libertà religiosa e al momento ci sono circa 100 cattolici, per lo più provenienti da Nepal o India.

Il pacifico Bhutan, con il miglior tasso nazionale di felicità, è l’unico Paese a emissioni zero e il meno corrotto. Un luogo in cui fumare e danneggiare la natura sono vietati. Non essendo mai stato colonizzato, il Bhutan è riuscito a sviluppare un’identità distinta basata sul buddismo introdotto nel VII secolo d.C.. Nel Paese l’istruzione di base e l’assistenza sanitaria sono gratuite per tutti.

Ai missionari stranieri non è consentito vivere lì; possono lavorare solo i nativi cattolici o cristiani. Circa il 77% della popolazione è buddista Vajrayana, e quasi il 23% è indù. Meno dell’1% della popolazione professa altre religioni.

Nato in Bhutan da una famiglia di classe elevata, p. Kinley rimase stupito quando vide [per la prima volta] il bambinello nella mangiatoia [raffigurato sulle] cartoline di Natale. All’età di cinque anni si trasferì all’estero per studiare in un collegio gestito dai gesuiti a Darjeeling. Lì vide il crocifisso in un convento e le suore gli spiegarono la storia del neonato nella mangiatoia in relazione all’uomo sulla croce.

Il 18 maggio 1974, all’età di 15 anni, ha ricevuto il battesimo in segreto. Nonostante l’opinione contraria della sua famiglia, aspirava a essere un sacerdote; ma a causa dell’obiezione dei missionari a lui vicini, è entrato all’università, si è laureato in economia aziendale e ha lavorato in una compagnia per tre anni. dato che era il primo laureato in Mba (Master in Business Administration) del Bhutan, oltretutto con un diploma conseguito al prestigioso Indian Institute of Management di Bangalore, egli ha avuto molte opportunità di successo.

Un giorno nel 1985, durante un volo d’affari per Calcutta, egli si è seduto accanto a Madre Teresa e le ha confessato il suo desiderio di essere sacerdote. Questo ha risvegliato in lui la chiamata alla vocazione. Madre Teresa, tenendolo per mano, gli ha detto: “Molte persone non parlano come te. Tu hai la vocazione. Dovresti essere un prete”.

Egli ha posto il suo manto cristiano (la fede) sul manto bhutanese (la cultura). Dato che è una persona inclusiva, egli può capire meglio il cattolicesimo grazie al passato buddista. È diventato sacerdote perché era affascinato dall’amore di Cristo. Osservando i missionari che dedicavano se stessi ai poveri, anche lui desiderava vivere per i poveri. Il 21 giugno 1986 è entrato a far parte della Compagnia di Gesù; il 23 ottobre 1995 ha ricevuto l’ordinazione; in seguito è stato preside della St. Josep’s High School ed è stato al servizio della provincia dei gesuiti per sei anni.

Negli ultimi due anni ha lavorato come missionario in Bhutan. Il suo sogno è di costruire un centro di assistenza sociale per aiutare i poveri nel Paese. Egli non ha il permesso di costruire una chiesa, ma gli è possibile costruire un centro cattolico per aiutare e educare i ragazzi bisognosi.

Un altro sogno è quello che un cittadino originario del Paese diventi sacerdote. Egli spera di essere “un uomo per gli emarginati, un servitore della gioia del Vangelo, di avere l’odore delle pecore, di uscire dove gli altri non vogliono andare per amare e servire. Il mio obiettivo non è convertire le persone. Penso che sia più importante mettere in pratica la misericordia e l’amore”.

*Suora delle Figlie di san Paolo

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