30/01/2007, 00.00
MONGOLIA
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Nuova missione di Darkhan, con 23 catecumeni

I missionari salesiani in Mongolia hanno aperto la prima parrocchia cattolica al di fuori della capitale. Accolti con favore persino dal governo comunista, preparano per la prossima Pasqua 23 nuovi battesimi, mentre operano con impegno per migliorare la vita della popolazione locale.
Darkhan (AsiaNews) – Dare nuove opportunità ai giovani, costruire con la preghiera e la missione una Chiesa viva, ma soprattutto fornire alla popolazione locale quell’assistenza spirituale di cui ha bisogno per migliorare la propria vita. E’ questo il senso della nuova missione cattolica, la prima fuori da Ulaan Bataar, nata grazie all’impegno dei missionari salesiani a Darkhan, la seconda città della Mongolia ad 80 chilometri dal confine russo.
 
Il p. James Cheruvathur, il parroco della nuova comunità, racconta ad AsiaNews: “Con la preghiera e la missione, quella che sta nascendo è la terza presenza dei salesiani qui in Mongolia. Siamo i primi ad uscire dalla capitale per venire in missione qui. Quella di Darkhan nasce come parrocchia, di cui io sono il parroco”.
 
Nella città “nessuno conosce il cattolicesimo, ma noi abbiamo iniziato dalla base, incontrando e parlando con persone di tutte le età, ma soprattutto giovani. Sono i giovani la vera forza di ogni società: lo insegna proprio don Bosco. Grazie a Dio, ora abbiamo una comunità composta da 22 cattolici e, se Lui vuole, altri 23 sono pronti per essere battezzati la prossima Pasqua. Sono molto attenti alla fede, alcuni vengono a messa ogni mattina”.
 
Sono arrivate sul posto anche le Missionarie della carità, l’ordine fondato da madre Teresa di Calcutta: “Sono incredibili, vivono in maniera meravigliosa l’attività missionaria”.
 
Il popolo mongolo “è semplice di cuore, ma molto povero. Abbiamo il dovere di assisterli spiritualmente, ma siamo impegnati anche nel dare loro delle possibilità in più per migliorare la loro vita, come corsi di inglese e di computer. Nuove conoscenze fornite con valori antichi. Il governo, comunista, lo sa ed è felice della nostra opera: ci ha dato il permesso persino di costruire una nuova chiesa”.
 
Nonostante queste premesse, il p. Cheruvathur ricorda che “molto deve essere fatto, e questo può avvenire solo il potere della preghiera. Abbiamo bisogno della preghiera di tutti, da tutto il mondo”.
 
L’8 luglio del 2002, il Santo Padre ha elevato la Missione "sui iuris" di Urga, Ulanbator (Mongolia), al rango di Prefettura Apostolica, con la nuova denominazione di Ulaanbaatar. Nell’agosto dell’anno successivo, Giovanni Paolo II ha elevato alla dignità episcopale il Prefetto Apostolico, mons. Wens Padilla, assegnandogli la sede titolare vescovile di Tharros.
 
La Repubblica di Mongolia ricopre un’area geografica di circa 1.565.000 chilometri quadrati, in gran parte disabitati. La popolazione s’aggira intorno ai 3 milioni, di cui oltre la metà buddisti. I cristiani si aggirano intorno all'1,5 %; i cattolici sono poche centinaia.
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