21/10/2004, 00.00
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Nuova "guerra" islamo-cristiana: il venerdì festivo nelle scuole

Beirut (AsiaNews) – Professori e studenti del quartiere cristiano di Beirut (la famosa Beirut est del periodo della guerra) si rifutano in modo categorico di sottomettersi all'invito del governo di scegliere come giorno festivo per la scuola il venerdì e  la domenica. Finora la maggior parte delle scuole di questo settore (come pure la quasi totalità di quelle private, molto diffuse in Libano) si astiene dalle lezioni nei giorni di sabato e domenica.

In passato il Gran mufti libanese, sceicco Mohammed Qabbani, aveva più volte sollecitato il ministero della Pubblica istruzione a "costringere le scuole pubbliche a osservare la festività del venerdì". Ma tutto era finito con le forti critiche delle scuole contro l'ingerenza delle autorità religiose negli affari della scuola pubblica.

Nelle ultime settimane lo stesso Bassem al-Jisr, ministro dell'Istruzione nel governo Hariri (da ieri dimissionario), ha invitato le scuole a chiedere il parere del clero residente nel proprio quartiere e poi agire di conseguenza. Finora, invece, un consiglio composto dalla direzione della scuola e da rappresentanti dei professori e dei genitori avevano il compito di indicare un secondo giorno festivo (tra venerdì e sabato) secondo le esigenze della scuola e di comunicare al ministero la loro decisione. Jisr non ha tuttavia indicato né il numero degli uomini del clero da contattare, né le loro appartenenze confessionali, né il meccanismo da adottare in caso di divergenze. 

L'indicazione ministeriale è stata accolta con amarezza e rabbia dai professori cristiani. Alcuni professori contattati da AsiaNews a Beirut,  affermano che "la scelta di chiudere nei giorni di sabato e domenica, nasce da considerazioni di praticità educativa e amministrativa e non da considerazioni religiose". Essi hanno pure sollecitato il futuro Ministero della pubblica istruzione di mantenere la questione "festività"  fuori delle "lotte confessionali". Se il governo vuole la festività al venerdì, essi spiegano, deve adottare una legge da introdurre a livello nazionale e in tutte le scuole, pubbliche e private, e anche in tutte le altre istituzioni; non deve operare solo con un decreto limitato a una parte della capitale.

Alcuni professori controbattono che molte scuole pubbliche site nei quartieri islamici non rispettano l'ora prevista nella legge di catechismo cristiano. La protesta contro il nuovo provedimento si è estesa anche ad alcune scuole "musulmane". Un comitato di studenti della scuola di Raml al-Zarif ritiene "dannosa" l'introduzione del venerdì festivo: ciò impedisce alle famiglie di recarsi nei propri villaggi durante il weekend, spingendo molti studenti a passare nelle scuole private che hanno vacanza al sabato. Va detto che nessun versetto del Corano chiede ai musulmani di astenersi dal lavoro o dallo studio al venerdì: esso si limita a chiedere ai fedeli di partecipare in questo giorno alla preghiera comunitaria in moschea. (C.E.)

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