15/03/2019, 09.02
BANGLADESH – NUOVA ZELANDA
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Nuova Zelanda, attacco in due moschee: 40 morti

di Sumon Corraya

I giocatori della nazionale del Bangladesh sono arrivati nel luogo dell’attacco cinque minuti dopo gli spari. Il match previsto per domani è stato cancellato. L’attentatore è un uomo australiano “bianco, di estrema destra e terrorista”. Forse l’avversione contro i migranti è all’origine della strage.

Dhaka (AsiaNews) – È di almeno 40 morti e oltre una ventina di feriti il bilancio degli attacchi contro due moschee avvenuti oggi nella città di Christchurch in Nuova Zelanda, mentre era in corso la preghiera del venerdì. Per una pura coincidenza, è salva la squadra di cricket del Bangladesh che domani avrebbe dovuto disputare un match contro la nazionale neozelandese.

Intanto la partita di cricket è stata cancellata e la nazionale del Bangladesh è in salvo in un hotel. Il presidente della squadra ha fatto sapere che il pullman che trasportava i giocatori è giunto nei pressi di una moschea attaccata appena cinque minuti dopo gli spari. Il giocatore Tamim Iqbal ha scritto sul suo profilo Twitter: “Se fossimo arrivati cinque minuti fa, anche noi saremmo stati tra le vittime!”. Sui social i tifosi stanno scrivendo messaggi d’incoraggiamento ai giocatori e pregano per il rientro in sicurezza delle Tigri bengalesi.

Il mondo islamico ha espresso sgomento per l’attentato contro le moschee, che è stato anche ripreso in diretta Facebook. Per questo le autorità chiedono in queste ore di non diffondere ulteriormente il video, in segno di rispetto per le famiglie delle vittime.

Stando alle prime ricostruzioni della strage, un uomo bianco in divisa militare e armato di un fucile automatico ha aperto il fuoco contro i fedeli raccolti in preghiera intorno alle 13.30 di oggi nella moschea di Masjid Al Noor. Il secondo attacco è avvenuto invece in una moschea nel quartiere di Linwood, ma per ora non si hanno altre informazioni. Tra le vittime ci sarebbero anche donne e bambini.

La sparatoria ha scioccato la popolazione, per la prima volta segnata dal terrorismo di matrice razzista. Di avversione nei confronti dei migranti presenti in gran numero nella cittadina, ha parlato anche la premier neozelandese Jacinda Ardern, che ipotizza un “sentimento anti-immigrati come possibile motivo” dell’attacco. Poi però ha aggiunto: “Anche se le persone colpite nella sparatoria sono migranti o rifugiati, essi hanno scelto la Nuova Zelanda come la loro casa. Sono parte di questa comunità. Chi ha commesso questa violenza, non lo è”.

Il primo ministro australiano Scott fa sapere che un attentatore è un cittadino australiano, “un terrorista estremista, di estrema destra, violento”. Il ministro degli Esteri riferisce inoltre che nella città di Christchurch vivono 331 indonesiani, di cui 134 studenti.

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