12/04/2007, 00.00
ISRAELE – VATICANO
Invia ad un amico

Nunzio in Israele: basta con le false interpretazioni su Pio XII

Una scritta sulla ambigua reazione di papa Pacelli all’Olocausto, esposta nello Yad Vashem, ha spinto mons. Franco ad annunciare che non parteciperà alla commemorazione della Shoah. “Non si vuole tener conto – spiega ad AsiaNews – neppure di recenti acquisizioni storiche “.

Gerusalemme (AsiaNews) – Nessuno chiede di cambiare la storia, ma una interpretazione della storia sì, specialmente quando recenti studi confermano che non è vera. Risponde così, parlando con AsiaNews, il nunzio in Israele, mons. Antonio Franco, alla polemica creata dallo Yad Vashem, il museo di Gerusalemme sull’Olocausto. L’istituto ha reso pubblica la decisione del nunzio di non partecipare all’annuale commemorazione della Shoah, se non verrà accolta la sua richiesta di “riconsiderare” l’esposizione all’interno del museo di una foto di Pio XII - esposta per la prima volta nel 2005 - con una didascalia che il nunzio giudica “offensiva” e non rispettosa della verità, in quanto parla di ambigua reazione di papa Pacelli all’uccisione degli ebrei durante l’Olocausto.

La notizia della decisione di mons. Franco è stata data oggi dal quotidiano israeliano Yedioth Aharonoth, nella sua edizione on-line Y-net. Il giornale riporta un comunicato del museo, per il quale “lo Yad Vashem è dedicato alla ricerca storica e presenta la verità storica su Pio XII così come è oggi nota agli studiosi” e dichiarazioni di funzionari del Ministero degli esteri per i quali “è un argomento molto delicato che va esaminato con attenzione. E’ importante che tutti i diplomatici assistano alla cerimonia di commemorazione” e “la sua assenza risalterà di sicuro”

“Già lo scorso anno – rileva mons. Franco - il nunzio Pietro Sambi aveva scritto alla direzione del museo richiamando l’attenzione su quella didascalia, su questo giudizio veramente molto negativo su Pio XII  e chiedeva di rivedere o di togliere la scritta. Successivamente ci sono stati anche delle segnalazioni di studi e di materiale storico. Niente è stato fatto e io adesso nell’immediatezza della celebrazione ho voluto scrivere al presidente del rettorato di Yad Vashem - questo signor Avner Shalev che ci aveva risposto l’anno scorso - precisando che era una interpretazione che mi faceva difficoltà – e non solo a me, ma a tutti i fedeli cattolici – offensiva della dignità del Papa – e il Papa per noi è il Papa – quindi mi sentivo a disagio di andare a questa commemorazione. Invitavo a riconsiderare la possibilità, diciamo, che la didascalia fosse corretta o la fotografia rimossa. E chiaramente era una comunicazione, non una conferenza stampa, non c’era e non c’è volontà polemica. Loro l’hanno data alla stampa”.

“Ora – prosegue mons. Franco - la realtà è che quella scritta è un’interpretazione, non è la verità storica. Secondo quanto riporta Yedioth Aharonoth, Yad Vashem avrebbe detto che non si può cambiare la storia. Siamo d’accordissimo che la storia non si può cambiare, ma questa è un’interpretazione della storia. A me dispiace, perché ferisce i miei sentimenti, la mia fede e le ricerche storiche. Sappiamo benissimo che ci sono alcuni che hanno detto una cosa, ma c’è tanta documentazione e tanta ricerca storica che provano il contrario, tutto quello che la Chiesa cattolica e il papa Pio XII hanno fatto per salvare gli ebrei. Un saggio del 2003 di Martin Gilbert, il famoso storico inglese che ha scritto tanto sulla Seconda guerra mondiale, Churchill e l’Olocausto, intitolato The Righteous, (I giusti) mette in risalto tutto quello che Pio XII e la Chiesa cattolica hanno fatto per gli ebrei. E ci sono tanti altri studi storici, anche di ebrei, che provano questo fatto”.

“La mia lettera – sottolinea il nunzio - era stata scritta per attirare l’attenzione su un problema che per me va riconsiderato e approfondito e va cambiato questo giudizio su Pio XII. Altrimenti io non andrò mai a Yad Vashem. L’ho detto. Ho la mia responsabilità di persona, di cristiano e di rappresentante del Papa. A me fa difficoltà come rappresentante del Papa leggere questo giudizio che non è storico e non è vero”.

Quanto all’affermazione dello Yad Vashem di essere disposto a continuare a studiare la questione, se il Vaticano gli permetterà di consultare i suoi archivi, il nunzio fa notare che “per quanto riguarda gli archivi storici, ci sono principi che sono posti da tutti gli Stati e la ricerca viene fatta con certi criteri che sono criteri storici e non di nascondere le verità storiche. Noi le verità storiche le abbiamo pure accettate e sappiamo pure chinare il capo, quando c’è da chinarlo, ma non quando non c’è da farlo”.

 

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Il Nunzio in Israele partecipa al Memoriale della Shoa allo Yad Vashem
16/04/2007
Il papa dichiara “venerabili” Pio XII e Giovanni Paolo II
19/12/2009
Papa: Dio tocchi i cuori di chi crede che la violenza può risolvere i problemi
30/11/2008
Papa allo Yad Vashem: La voce di Dio e la vergogna dell'uomo nell'abisso senza fondo della Shoah
26/05/2014
Inviato vaticano allo Yad Vashem: manifestare il bene
17/03/2005


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”