10/10/2018, 12.30
SIRIA
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Mons. Hindo: il giornalista cristiano è stato liberato, timori per nuovi abusi curdi

Souleman Yusph ha trascorso alcuni giorni in stato di fermo, poi il rilascio. Le condizioni di salute sono buone, ma vuole mantenere un basso profilo per evitare ritorsioni. Vescovo siriano: “Arrestato per aver raccontato la verità”. E denuncia la campagna dei curdi (turchi e irakeni) che vogliono occupare l’area. 

 

Hassaké (AsiaNews) - Il giornalista assiro Souleman Yusph “è stato rilasciato” dopo aver trascorso “alcuni giorni” nelle mani delle autorità curde. Le sue condizioni di salute “sono buone” e non mostra “problemi” particolari, anche se ora “ha scelto di chiudersi in casa e non parlare”. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Jacques Behnan Hindo, alla guida dell’arcieparchia siro-cattolica di Hassakè-Nisibi, che conferma la ritrovata libertà del cronista e attivista assiro. “È comprensibile che egli voglia mantenere un basso profilo - aggiunge il prelato - ma io voglio continuare a denunciare a gran voce la campagna discriminatoria dei curdi contro i cristiani nel nord-est della Siria”. 

Souleman Yusph (nella foto, l’abbraccio coi familiari dopo la liberazione), figura di primo piano della comunità assira nel nord-est della Siria, è una delle voci più autorevoli nella protesta contro la chiusura delle scuole cristiane (assire e caldee) nella regione a fine agosto per ordine dei curdi. Egli ha realizzato numerosi reportage e inchieste di denuncia, sfidando in modo aperto le intimidazioni e le minacce, ed è per questo finito nel mirino delle autorità.

Fonti locali riferiscono che egli è stato trattenuto per almeno cinque giorni, dal 30 settembre al 4 ottobre scorso, per poi essere rilasciato senza spiegazioni o notifiche di fermo. La conferma del rilascio è arrivata solo in queste ore, dopo che alcuni testimoni [dietro anonimato per il timore di ritorsioni] avevano anticipato nei giorni scorsi la notizia, pur mantenendo un basso profilo. 

Intanto sulla vicenda emergono ulteriori dettagli: l’arresto era avvenuto alle 9 di sera nella città natale di Qamishli per mano di un gruppo di agenti della Sutoro, una forza di polizia composta da membri di etnia assira che rispondo agli ordini delle autorità curde (e, in particolare, delle Unità di protezione del popolo Ypg). Testimoni oculari hanno parlato di un convoglio di tre furgoni, con a bordo almeno 10 poliziotti assiri che “lo ha prelevato e portato via”.

Nel contesto del blitz sono stati prelevati diversi beni e proprietà dell’uomo, fra i quali il personal computer, i telefoni cellulari e numerosi documenti, raccolti in passato nel contesto della sua campagna di denuncia. Durante le operazioni di perquisizione alcuni agenti sono rimasti all’esterno dell’abitazione, per pattugliare la strada e sedare sul nascere possibili proteste. 

Nei giorni precedenti il fermo sulla sua pagina Facebook aveva pubblicato post e foto di denuncia degli abusi contro le scuole cristiane e dei danni contro il patrimonio culturale ed educativo della società assira. In risposta, i vertici della Sutoro hanno diffuso una nota in cui - pur senza menzionare la vicenda di Yusph - parlano di azioni prese per fermare la diffusione di notizie false e diffamatorie, che minano le basi della democrazia. 

“Egli è stato arrestato per il solo fatto di aver raccontato la verità, per aver denunciato gli abusi” accusa mons. Hindo, secondo cui “non è possibile escludere che si ripetano attacchi mirati o episodi di violenza” nel prossimo futuro. “Dalle autorità curde - avverte - ci aspettiamo di tutto. Non capiscono di essere pedine nelle mani dell’Occidente e si fanno usare per finalità politiche”. 

Nei prossimi giorni il prelato dovrebbe incontrare una delegazione curda e, avverte, “sarà un incontro agitato”. “Loro sanno - prosegue - che sono contro il loro modo di agire e governare la regione”. Il problema maggiore, conclude, “non sono i curdi siriani, ma quelli che vengono dalla Turchia e dal Kurdistan irakeno e vogliono trasformare l’antica Mesopotamia in un loro territorio”.

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