16/10/2014, 00.00
INDONESIA
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Molucche: sulle orme di San Francesco Saverio, per rilanciare il dialogo islamo-cristiano

di Mathias Hariyadi

Alla presenza del nunzio apostolico e di centinaia di sacerdoti, è stata inaugurata la statua dedicata al gesuita spagnolo. In un’area teatro in passato di violenze, fondamentale promuovere il messaggio di convivenza. Governatore musulmano: “Le diversità sono una benedizione che non va eliminata, ma mantenuta e preservata”.

Ambon (AsiaNews) - Il nunzio mons. Antonio Guido Filipazzi, il vescovo diocesano mons. Petrus Canisius Mandagi, centinaia di sacerdoti, suore, fedeli e il governatore delle Molucche, musulmano, hanno presenziato all'inaugurazione di una statua dedicata a San Francesco Saverio. La cerimonia, che si è svolta a inizio mese ad Amboina, è stata occasione per rinsaldare il dialogo islamo-cristiano e le relazioni fra i leader delle due principali religioni, in un'area teatro a lungo di violenze interconfessionali. Il monumento sorge nel villaggio di Great Hative, distante circa 10 km dal centro di Ambon, intende commemorare l'opera evangelizzatrice del gesuita spagnolo; promotori dell'iniziativa i vertici della diocesi, in collaborazione con l'Associazione sacerdoti diocesani indonesiani (Unio Indonesia). 

Per storia e tradizione, Amboina ha fornito un grande contributo alla missione, con un numero crescente di vocazioni maschili e femminili. Molti dei candidati provengono da Tual, Tanimbar, Kei, piccoli isolotti delle Molucche abitanti al 99% da cattolici, frutto dell'opera missionaria di San Francesco Saverio che ha piantato il seme della fede nella regione. Un dato significativo considerato che in Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza di circa sette milioni di persone, il 3% circa della popolazione (3,6% a Jakarta).

Promossa dal vescovo mons. Mandagi, l'inaugurazione della statua è stata caratterizzata dalla firma congiunta ai piedi del santo da parte del governatore delle Molucche e del nunzio apostolico, davanti a centinaia di persone di entrambe le fedi. Tra i presenti vi erano anche il sindaco di Ambon Richard Louhenapessy e altri alti funzionari della regione. 

Intervenendo a margine della cerimonia, il governatore delle Molucche Said Asagaff ha ringraziato la diocesi e l'Unio Indonesia per aver promosso l'evento e aver scelto proprio Ambon quale luogo per la conferenza nazionale. Per il funzionario musulmano "è stata una ottima opportunità per riunire tutte le parti, compresi i gruppi che si occupano di dialogo interreligioso, per rafforzare la morale fra i cittadini e instillare lo spirito di tolleranza". Egli ha aggiunto che "le diversità sono una benedizione che non va eliminata, ma mantenuta e preservata".

Rivolgendosi ai presenti, il nunzio apostolico si è detto "estremamente felice" per la presenza di centinaia di sacerdoti e del governatore delle Molucche, la cui partecipazione è conferma il proposito di "collaborare con la Chiesa cattolica nella costruzione della società". Soddisfazione anche da parte del vescovo, mons. Mandagi, che sottolinea a più riprese "gli apprezzamenti e il sostegno delle autorità delle Molucche e del governo di Ambon". 

Fra il 1999 e il 2001 ad Ambon e in tutte le Molucche si è combattuta una guerra sanguinosa fra cristiani (protestanti) e musulmani. Migliaia le vittime delle violenze; centinaia le chiese e le moschee distrutte; migliaia le case rase al suolo; quasi mezzo milione i profughi. Nel febbraio del 2002 è stata sottoscritta una tregua fra i due fronti - nella zona cristiani e musulmani si equivalgono - firmata a Malino, nelle Sulawesi del Sud, attraverso un piano di pace favorito dal governo. Tuttavia, la tregua non ha fermato episodi sporadici di terrore contro vittime innocenti; fra i vari casi hanno sollevato scalpore e indignazione in tutto il mondo la decapitazione di tre ragazzine mentre si recavano a scuola, per mano di estremisti islamici nell'ottobre 2005. Negli ultimi anni la situazione sembra essere migliorata, con un'atmosfera di coesistenza pacifica che va di pari passo con le meraviglie naturali di questi isolotti bagnati dall'oceano. 

 

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