18/06/2020, 10.47
TERRA SANTA
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Messa crismale, mons. Pizzaballa: in un mondo che inventa schiavitù, Cristo rende liberi

Celebrata oggi la funzione cancellata durante la Settimana Santa, nel contesto delle misure di lockdown per arginare la pandemia di Covid-19. Ad ospitarla la chiesa del Getsemani, non il Santo Sepolcro. Per l’amministratore apostolico l’emergenza diventa invito a “ripensare a noi stessi” e le origini della fede. 

Gerusalemme (AsiaNews) - In un mondo “che parla di libertà” ma inventa sempre “nuove forme di schiavitù”, i cristiani sono chiamati a restare “liberi per l’oggi della Salvezza, che risuona in ogni incontro vero con Cristo”. È quanto ha affermato mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei latini, nella messa del Crisma celebrata oggi nella chiesa del Getsemani a Gerusalemme. La celebrazione che ogni vescovo celebra con il proprio clero, prevista per la Settimana Santa, è stata rimandata a causa del lockdown imposto a causa della pandemia di Covid-19. Al rito odierno hanno partecipato vescovi, sacerdoti, monaci, monache, suore e alcune fedeli, grazie al parziale allentamento delle misure restrittive in Israele. 

“L’olio dei catecumeni che benediciamo - ha sottolineato nell’omelia il prelato - ci richiama questa dignità ma anche questo coraggio battesimale, che dovrebbe renderci tutti non opposti gli uni agli altri, ma testimoni sempre nuovi di verità e libertà evangeliche”. Ciò risulta ancor più importante oggi, in un mondo che troppo spesso “sotto apparenze di novità, ripropone vecchie logiche di dominio e prevaricazione”.

Mons. Pizzaballa ricorda il periodo di chiusure dei luoghi di culto e di distanziamento imposto dalla pandemia, sottolineando che per “la prima volta […] ci ritroviamo per la Messa crismale, fuori dalla Settimana Santa e, soprattutto, fuori dalla Basilica del Santo Sepolcro”. La celebrazione odierna, prosegue, non è solo “un rinvio imposto dalle circostanze che conosciamo. Mi appare piuttosto - prosegue - come un invito a […] prendere un’altra posizione”. Cristo chiede di “aprire di nuovo il rotolo delle Scritture, di leggervi la verità del nostro presente”. 

“Il periodo difficile che abbiamo vissuto, per la pandemia e per le sue conseguenze, deve diventare - è l’invito dell’amministratore apostolico - anche un invito a ripensare a noi stessi in modo diverso, a prendere un nuovo posto nel mondo”. E anche il sacerdozio va contemplato “cercando di ritrovare in esso l’intenzione di Dio e la Sua volontà”. “Non dobbiamo - avverte - inventare nuovi posti o nuovi ruoli della Chiesa e dei sacerdoti nel mondo, ma solo ricollocarci nel posto che fu di Gesù e che deve essere anche il nostro: il Cenacolo e la Croce”.

Il prelato ricorda che al Getsemani è in gioco la relazione di Gesù con il Padre, che è costitutiva della sua identità, la relazione con i propri fratelli e con il maligno, con Satana “che  ritorna con la sua forza tentatrice”. Questo luogo, conclude mons. Pizzaballa, “ci richiama proprio a questo, ad un abbandono totale alla volontà di Dio”.

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