19/06/2018, 08.52
FILIPPINE
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Manila: suor Patricia Fox non sarà espulsa. Per ora

Il Dipartimento di Giustizia ha respinto la confisca del visto per la presunta partecipazione ad attività politiche: "Procedimento senza basi legali”. Il decreto di deportazione emesso nei confronti della religiosa è invece ancora in sospeso: segue un iter diverso dalla revoca dei documenti.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Il Dipartimento di Giustizia (Doj) di Manila ha "per il momento" sospeso l'ordine di espulsione per suor Patricia Fox, permettendole di rimanere nel Paese. Il segretario del Doj Menardo Guevarra ha accolto ieri il ricorso della religiosa per l’annullamento di una precedente disposizione dell’Ufficio immigrazione (Bi). Essa disponeva la revoca del visto da missionaria della 71enne superiora delle Religiose di Nostra Signora di Sion nelle Filippine.

A seguito di un’indagine richiesta dal presidente filippino Rodrigo Duterte, lo scorso aprile il capo del Bi Jaime Morente aveva comunicato alla suora l’ordine lasciare il Paese entro 30 giorni. La settimana precedente, la religiosa era stata arrestata e rilasciata dopo un giorno, con l’accusa di aver “aver partecipato a manifestazioni anti-governo”.

Nel Paese da 27 anni, suor Patricia ha svolto la sua opera tra gli agricoltori e le popolazioni indigene. Di recente, la religiosa ha preso parte ad una missione internazionale di inchiesta e solidarietà che indagava su presunte violazioni dei diritti nei confronti di contadini e tribali Lumad, nell’isola meridionale di Mindanao. Le autorità accusano la suora di aver preso parte a raduni politici nelle città di Davao e Tagum. Guevarra ha sostenuto che la confisca del visto per la sua presunta partecipazione ad "attività politiche" era “senza base legale”. L’alto funzionario ha spiegato che le leggi sull'immigrazione conferiscono al Bi ampi poteri nel regolamentare l'ingresso ed il soggiorno degli stranieri nel Paese, ma la confisca dei visti “non rientra tra questi”.

“Ciò che il Bi ha disposto in questo caso va oltre ciò che la legge consente. Perciò il provvedimento decade”, ha dichiarato Guevarra. Il capo del Doj ha inoltre ordinato al Bi di "accertare se l'accusa e le prove contro suor Fox giustificano una causa per la cancellazione del visto, per la quale la legge richiede motivi specifici". “Il Bi ha trattato questo come un caso di visto scaduto invece che per la cancellazione del visto. Di conseguenza, l'Ufficio deve ancora decidere se le presunte azioni della religiosa giustifichino l'annullamento. Sarebbe quindi prematuro per noi del Dipartimento di Giustizia deciderlo ora”, ha affermato.

Il procedimento di deportazione emesso nei confronti della religiosa è invece ancora in sospeso, in quanto esso segue un iter distinto dalla revoca del visto. “Finché non si raggiunge una risoluzione finale della procedura di cancellazione e/o espulsione, o fino alla scadenza del suo visto missionario, suor Fox può continuare a svolgere la sua opera missionaria nelle Filippine”, ha concluso Guevarra.

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