09/05/2017, 12.09
CINA
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Lo show per le ‘confessioni farsa’ anche per Xie Yang

di Wang Zhicheng

L’avvocato per i diritti umani afferma di aver subito “lavaggio del cervello” da un gruppo di avvocati cristiani a Hong Kong e Corea del Sud. Nega di aver subito torture. Il suo avvocato, Chen Jiangang, che aveva diffuso le sue dichiarazioni sulle torture subite ora è sotto il controllo della polizia.

Pechino (AsiaNews) – La corte di Changsha (Hunan) ha rilasciato una trascrizione e un video della “confessione” di Xie Yang, avvocato per i diritti umani, arrestato nell’operazione “709” nel 2015, insieme ad altre centinaia di attivisti e colleghi. In essi, Xie confessa di aver subito un “lavaggio del cervello” da organizzazioni cristiane di avvocati di Hong Kong e della Corea del Sud; di non essere stato torturato; di essere colpevole di ““incitamento alla sovversione contro il potere statale”.

Xie avrebbe dovuto essere processato lo scorso 25 aprile. Ma la presenza di suoi sostenitori, giornalisti e rappresentanti dell’Unione europea ha portato i giudici alla decisione di aggiornare il processo, avvenuto ieri a porte chiuse.

Xie è famoso per aver difeso diversi portatori di petizioni, attivisti, dissidenti. Il suo caso ha richiamato l’attenzione della comunità internazionale dopo che il suo avvocato Chen Jiangang ha diffuso trascrizioni dei suoi incontri con Xie, in cui egli racconta di torture subite durante il primo periodo di detenzione.

Lo scorso gennaio, Xie ha infatti firmato una dichiarazione nelle mani di Chen, in cui egli spiega che presto sarebbe apparso in televisione o al processo, facendo una confessione, che però è frutto di tortura o di compromesso, in cambio di un ritorno alla sua famiglia. Nella dichiarazione Xie afferma di essere “completamente innocente”, che la polizia lo ha di continuo torturato per estrarre da lui una confessione in cui egli avrebbe ammesso tutte le sue “colpe”. “La confessione – diceva – non indica il mio vero pensiero, ma è stata strappata con la tortura e i maltrattamenti”.

In marzo Chen è stato “rifiutato” come avvocato difensore di Xie e ora è sotto il controllo continuo della polizia.

Quanto al “lavaggio di cervello”, nella “confessione” Xie dice di essere stato a Hong Kong e in Corea del Sud, invitato dal China Human Rights Lawyers Concern Group (Chrlcg) per spingerlo ad “abbattere il sistema esistente e costruire un sistema costituzionale occidentale in Cina”.

Il presidente del Chrlcg ad Hong Kong, Albert Ho Chun-yan, ha rifiutato i sospetti e le accuse dicendo che il gruppo invita spesso avvocati cinesi a studiare e paragonare i sistemi giudiziari.

Al South China Morning Post, Ho afferma: “Xie è stato torturato… Nessuno crede che egli volontariamente abbia detto quello che ha detto e nessuno crede che quello [di ieri] fosse un processo equilibrato”.

Le torture e le conseguenti “confessioni video” sono divenute molto comuni nel sistema giudiziario cinese, soprattutto verso attivisti e dissidenti. Fra gli avvocati del 709, AsiaNews ha documentato le torture agli avvocati Wang Quanzhang (王全璋) e Li Chunfu (李春富).

Fra le più famose “confessioni-video” vi è quella dell’avvocato cristiano Zhang Kai, che insieme ad un gruppo di colleghi era impegnato a fermare con il diritto la campagna di demolizioni delle croci in corso nella provincia meridionale del Zhejiang.  Anch’egli ha emesso una “confessione” in cui riconosce tutti i suoi errori.

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