22/11/2018, 11.39
LIBANO
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Libano, festa per il 75mo anniversario dell’Indipendenza. Patriarca: 'Subito un governo'

Il card. Beshara Raï esorta il Paese a superare le “circostanze dolorose” e divisive che impediscono la formazione di un nuovo governo”. Egli esorta a prendersi cura “dell’amata patria” valorizzandone il ruolo e preservando la bellezza. Il presidente Aoun invita a “non perdere tempo” e avviare riforme economiche e fiscali fondamentali. 

Beirut (AsiaNews) - Il Libano “non può morire, né cadere” perché può contare sulla protezione “di martiri e di santi”, che caratterizzano la sua storia e il suo passato; tuttavia, il Paese dei cedri deve superare il prima possibile “circostanze dolorose” e quanti impediscono la formazione del governo "devono prendere coscienza” di quanto sia importante un esecutivo per il suo futuro. È quanto ha affermato ieri il patriarca maronita, card. Beshara Raï, alla vigilia del 75mo anniversario dell’Indipendenza che si celebra oggi 22 novembre.

Dal maggio scorso il Libano aspetta la nascita di un governo forte e unito, che sia in grado di superare le molte minacce e sfide che attendono il Paese: dalle difficoltà economiche alla crisi immigrazione; dalla crescente povertà al problema occupazionale che colpisce con maggior incidenza i giovani. Da tempo la Chiesa libanese denuncia una situazione di gravissima difficoltà, acuita dalla guerra nella vicina Siria, che ha innescato una emergenza umanitaria senza precedenti. 

La formazione di un esecutivo è ostaggio di rivendicazioni, prove di forza fra le varie forze politiche ed giochi di potere che vedono coinvolte - dietro le quinte - potenze regionali fra cui l’Arabia Saudita e l’Iran. Da un lato la richiesta di sei deputati sunniti pro-siriani, sostenuti da Hezbollah, i quali ambiscono a un portafoglio ministeriale, e che si scontra con il fermo rifiuto di Saad Hariri che punta il dito contro il movimento sciita libanese. 

“Dobbiamo affrontare una realtà negativa in modo positivo” ha quindi aggiunto il patriarca maronita. Il porporato auspica che “il Signore ispiri i leader a superare gli ostacoli” di modo che “il Libano possa ritornare a una vita normale”. Ringraziando il presidente Michel Aoun, il premier e le massime autorità politiche, religiose e istituzionali il cardinale ha concluso ricordando che “è nostro dovere” prenderci cura “della nostra amata patria” apprezzandone “il valore, l’importanza e il ruolo” e preservandone “la bellezza, l’unicità e l’unità della sua gente”. 

Nel frattempo, il Paese dei cedri festeggia l’Indipendenza con eventi, incontri e commemorazioni di piazza. A presiedere le celebrazioni ufficiali il presidente Aoun, il premier Hariri e il presidente del Parlamento Nabih Berri, in rappresentanza delle tre anime che compongono la nazione: cristiana (maronita), sunnita e sciita.

Il capo dello Stato ha posto una corona di fiori ai pedi della statua del Milite Ignoto. Rivolgendosi ai presenti, Aoun ha sottolineato che il Paese non può più permettersi a lungo di stare senza un esecutivo nel pieno delle sue funzioni a causa delle crescenti sfide politiche, sociali ed economiche. Al nuovo governo spetta infatti il compito di elaborare una riforma fiscale essenziale per il futuro del Paese. “Il Libano - ha sottolineato il presidente - non si può più permettere di perdere tempo” e la crescita deve essere una priorità per assicurare un futuro ai cittadini, mettendo da parte gli egoismi personali. 

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