26/11/2018, 12.03
CINA-VATICANO
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Lettera aperta di cattolici di Datong: Non possiamo tacere sull’oppressione della nostra fede

La lettera si rivolge alle autorità del governo, rivendicando la libertà religiosa, ma anche ai fedeli del mondo (e forse al Vaticano) per chiedere come comportarsi di fronte alla persecuzione. Le loro comunità hanno subito distruzioni di croci, di chiese, limitazione di incontri. Dal 2005 la diocesi non ha vescovo.

Roma (AsiaNews) – Un gruppo di fedeli della diocesi di Datong (Shanxi) ha diffuso una lettera aperta e firmata, con cui denuncia la crescente oppressione del governo verso la comunità cristiana, dopo il varo dei Nuovi regolamenti sulle attività religiose: croci distrutte, chiesa distrutta, incontri ridotti al minimo, impossibilità di procurarsi libri religiosi... Essi sembrano domandare aiuto (forse alle autorità vaticane) per risolvere i “dolorosi dilemmi” in cui si dibattono. Fra questi vi è anche la domanda se per caso il Vaticano, desiderando i rapporti diplomatici con la Cina, non abbandonerà i cristiani perseguitati come “capri espiatori”.

Dal 2005 la diocesi di Datong è senza vescovo. Mons. Taddeo Guo Yingong, che ha iniziato il suo ministero pastorale nel 1990 è stato l’ultimo vescovo ed è morto nel 2005. Mons. Guo aveva passato 10 anni ai lavori forzati durante la Rivoluzione culturale. Al presente, secondo la “Guida della Chiesa cattolica in Cina” vi sono 14 sacerdoti a servizio delle comunità dei fedeli. (Traduzione a cura di AsiaNews).

 

 

Lettera aperta – Dichiarazione comune

 

Pensiamo che tutti siano al corrente degli eventi che succedono attorno a noi. Tali fatti hanno un forte legame con la nostra comunità di credenti. A causa di ciò, non possiamo sedere in silenzio senza alcuna preoccupazione, e tanto meno possiamo rimanere con le braccia conserte.

Ciò che spinge la nostra preoccupazione è il valore della libertà religiosa per la nostra fede: essa è un diritto umano fondamentale, che non può essere violato, proibito o eliminato.

Certo, su molte dichiarazioni e proposte del governo noi non siamo d’accordo, né le accettiamo; alcuni di noi perfino si oppongono ad esse. Ma non è possibile che ci venga tolta la nostra libertà e diritto perché abbiamo una fede diversa. Come comunità di credenti, siamo ancora più preoccupati per la libertà di parola, dato che non si può separare questa dalla libertà di religione: non ci può essere l’una senza l’altra.

Ora siamo sottoposti al vostro controllo. La croce della nostra chiesa e perfino la chiesa stessa sono state demolite. La libertà dei fedeli di radunarsi viene limitata. La Chiesa è forzata ad accettare la guida del governo cinese. Tutte queste cose ci preoccupano e ci rendono insoddisfatti.

Come credenti, sappiamo che il futuro decide il presente. Con questa nostra lettera aperta- dichiarazione comune speriamo che voi potrete rispettare il diritto della Chiesa, rispettare ogni persona: questo è il livello minimo che non può essere cancellato.

 

Shanxi, diocesi di Datong.

(Seguono otto firme)

 

 

Di fronte a un doloroso dilemma

 

  1. Dal varo dei Nuovi regolamenti sulle attività religiose, il governo continua a porre misure restrittive, proibendo fra l’altro di acquistare bibbie on-line. Noi domandiamo: dove possiamo acquistare i libri religiosi di cui abbiamo bisogno? Attraverso quali canali possiamo farlo?
  2. Il governo ha già rafforzato il suo controllo sulla nostra diocesi, con il severo divieto di fare incontri con un numero di persone troppo grande, obbligando a celebraere l’eucaristia in orari prefissati: questi divieti ci rendono tristi. Cosa dovremmo fare?
  3. Il governo cinese sta potenziando i suoi rapporti con il Vaticano: il Vaticano scenderà a compromessi? Per stabilire le relazioni diplomatiche ci trasformerà in capri espiatori?
  4. Di fronte a ulteriori passi di oppressione da parte del governo, dovremmo mantenere il silenzio, come agnelli mansueti o dovremmo esprimere la nostra opposizione?

Ora siamo senza croce, senza eucaristia in luoghi precisi: tutto ciò spinge i fedeli a perdere fiducia e già molti hanno abbandonato. In futuro sarà difficile per la Chiesa avere alcun progresso.

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