15/01/2021, 10.25
RUSSIA
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Le feste ortodosse del Nuovo anno: ‘dalla stella all’acqua’

di Vladimir Rozanskij

Seguendo il calendario giuliano (e non quello gregoriano, come l’occidente), ieri si è celebrato il capodanno. I giorni fra Natale e Battesimo del Signore (Teofania), pieni di danze, maschere e folklore: dalla stella (di Betlemme) all’acqua (del Giordano). Quest’anno il bagno nelle acque ghiacciate di laghi e fiumi non si terrà in molte parrocchie, a causa della pandemia. Il patriarcato di Mosca esalta le chiese della Turchia sottomesse alla sua giurisdizione.

Mosca (AsiaNews) – Ieri, 14 gennaio, la Chiesa ortodossa russa ha festeggiato la Circoncisione del Signore nell’Ottava del Natale, insieme alla memoria di San Basilio Magno, nel giorno che corrisponde al primo gennaio secondo il “vecchio calendario” giuliano, a cui si attiene la liturgia ortodossa. Per questo, la data viene chiamata il “vecchio capodanno”. I giorni tra il Natale e la Teofania (il Battesimo del Signore) che cade il 19 gennaio (6 gennaio nel vecchio calendario) vengono anche chiamati i giorni dei “Santerelli” (Svjatki), che corrisponde al Carnevale latino per l’uso delle maschere e del folclore popolare (compresi auspici, oroscopi e danze di gruppo). Sono i dodici giorni “dalla stella all’acqua”, dalla cometa di Betlemme alle acque del Giordano.

In realtà il “vecchio capodanno” non è commemorato dalla liturgia, secondo la quale l’anno comincia l’1 (14) settembre, all’inizio del nuovo ciclo liturgico, ma nelle chiese russe si elevano comunque le preghiere e i moleben di ringraziamento e d’augurio sia il 1° gennaio “gregoriano” che in quello “giuliano”. Questo periodo è tra i pochi in cui vengono sospesi tutti i digiuni, che nella liturgia orientale accompagnano il fedele per quasi tutto l’anno. Esso serve sia per prepararsi alle feste, sia per esaltare la spiritualità eucaristica, che richiede il digiuno per “lasciare lo spazio allo Sposo” e alle dolcezze che Egli dispensa all’anima. Durante gli Svjatki i bambini vengono portati in chiesa per comunicarsi, in clima di festa.

Il protoierej Maksim Kozlov, presidente del Comitato Educativo del patriarcato di Mosca, ha voluto sottolineare in un’intervista alla Ria Novosti l’importanza di questi scostamenti di calendario rispetto all’Occidente: “Se il vecchio anno nuovo ricorda a qualcuno l’esistenza di un calendario più antico ed adeguato, come quello giuliano, in questo non c’è nulla di male. Magari, nel contesto delle attuali tendenze al superamento dello pseudo-globalismo dell’Occidente civilizzato, noi possiamo testimoniare l’autenticità delle antiche tradizioni”.

Le tradizioni delle maschere e degli scherzi degli Svjatki vogliono esprimere la gioia della presenza del Bambino Gesù, vivendo in spirito di leggerezza “infantile”, ma anche la rivelazione della santissima Trinità nel Battesimo, che impone una visione della realtà completamente nuova e multiforme. La circoncisione di Gesù non viene ricordata nella tradizione latina, e gli orientali la considerano una conferma dell’incarnazione e dell’accettazione, da parte del Salvatore, delle dimensioni umane e delle leggi terrene secondo i disegni della Provvidenza divina, poi trasfigurati nel Battesimo.

La festa del Battesimo al Giordano prevede uno dei gesti più eclatanti della devozione ortodossa: il bagno in acque ghiacciate attraverso un’apertura a forma di croce, praticata nei laghi e nei fiumi. Quest’anno, a causa delle misure di prevenzione al Covid-19, molte parrocchie hanno annunciato che rinunceranno al rito all’aperto, limitandosi alla parte liturgica, ma certamente non mancheranno le sacre immersioni soprattutto presso i monasteri, molto restii a sottomettersi alle limitazioni sanitarie.

Il patriarcato di Mosca ha comunicato il 13 gennaio anche la grande diffusione delle liturgie natalizie in tante località del mondo, sottolineando soprattutto i luoghi dove i fedeli erano prima affidati alle cure del patriarcato di Costantinopoli, con cui è stata interrotta la comunione ecclesiale. In particolare, il sito patriarchia.ru ha messo in rilievo le liturgie tenute in Turchia, territorio canonico del patriarcato ecumenico, a Istanbul (presso la residenza consolare russa), nella provincia di Antalya, ad Alanya, Kemer, Side e Manavgat, a Izmir (Smirne), a Eskisehir, a Samsun e sulle località balneari dell’Egeo, dove risiedono molti russi.

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