09/04/2019, 16.29
INDONESIA
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L’arcivescovo di Jakarta ai giovani cattolici: ‘Andate a votare’ (Video)

di Mathias Hariyadi

Sulle elezioni del 17 aprile incombe la minaccia delle ideologie divisive promosse dagli islamisti. L’astensionismo rischia di favorire le formazioni più conservatrici. Mons. Suharyo ricorda “l’eredità politica” dell’impegno cattolico nella storia d’Indonesia.

Jakarta (AsiaNews) – Nelle prossime elezioni generali  il voto dei giovani cattolici “conterà davvero”: lo afferma mons. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta e presidente della Conferenza episcopale (Kwi), in un videomessaggio (video) che rilancia gli appelli della Chiesa per un deciso impegno dei fedeli nel voto del prossimo 17 aprile.

Circa 192 milioni di elettori in 34 province eleggeranno presidente, vicepresidente, membri del parlamento (Dpr) e rappresentanti regionali (Dpd). Sarà “un giorno critico” per il futuro della giovane democrazia, su cui incombe la minaccia delle ideologie divisive promosse dagli islamisti. Anzi, secondo analisti a queste elezioni saranno contrapposti pluralismo e islam fondamentalista, Per questo, astensionismo e “Golongan Putih” (Golput) – espressione indonesiana per indicare scheda bianca – diventano un’arma politica temuta da quanti alle urne difenderanno l’unità del Paese.

Alimentando queste preoccupazioni, nei giorni scorsi 32 organizzazioni nazionali si sono incontrate per convincere i loro membri (circa 30 milioni di persone in tutto) a non votare. Esse comprendono sindacati, associazioni studentesche, gruppi che promuovono i diritti delle popolazioni indigene e dell'ambiente. Il movimento si dichiara deluso dall’attuale presidente, il moderato Joko “Jokowi” Widodo; allo stesso tempo, non si fida del suo rivale, l’ex generale dell’esercito Prabowo Subianto. Sostenuto dalle formazioni politiche più conservatrici, egli è accusato di abusi contro i diritti umani durante la sua carriera militare.

Nelle ultime settimane, i vertici della Chiesa indonesiana hanno più volte esortato i cattolici a rendersi protagonisti del prossimo futuro della nazione, scegliendo candidati capaci ed evitando un voto d’interesse. Nel suo videomessaggio, mons. Suharyo sottolinea “l’eredità politica” dell’impegno cattolico, che trova espressione in un forte sentimento nazionalista.

Il contributo della Chiesa alla nascita del Paese comincia ben prima dell’indipendenza dai Paesi Bassi, sottolinea l’arcivescovo nel filmato. Il 28 ottobre 1928, radunati a Central Jakarta per un congresso, i movimenti nazionalisti giovanili diedero vita al Sumpah Pemuda, il “Giuramento della gioventù indonesiana”. La dichiarazione, nella quale i giovani hanno proclamato l’ideale di “una patria, una nazione una lingua”, ricopre un ruolo di primo piano nei fondamenti politici e filosofici dello Stato. il primo giorno dello storico Congresso si è svolto nell’edificio della Katholieke Jongelingen Bond, l’Associazione dei giovani cattolici.

“Manteniamo sempre, come in passato, il forte nazionalismo che ha contraddistinto quelle giovani personalità e che in seguito ha animato anche leader della Chiesa come mons. Albertus Soegijapranata, primo vescovo indonesiano”, afferma il presidente della Kwi. “Esercitiamo il nostro diritto politico come cittadini indonesiani e andiamo a votare. Il vostro voto conta davvero”. Mons. Suharyo conclude il messaggio dettando ai giovani alcune “linee guida” per garantire al Paese condizioni sociali migliori. “Usate la vostra coscienza morale per scegliere i candidati sulla base di questi quesiti: ‘Che cosa hanno fatto per la nazione? Cosa stanno facendo ora per la nazione? Cosa faranno per il bene del popolo indonesiano?’”.

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