27/06/2016, 12.20
RUSSIA
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La Duma approva misure antiterrorismo che “mettono a rischio la libertà religiosa”

di Nina Achmatova

Lo denunciano alcuni leader protestanti e attivisti per i diritti umani dopo l’approvazione della cosiddetta “legge Yarova”. Un pacchetto di misure che, tra le altre cose, renderà quasi impossibile lo svolgimento di processioni e limita di molto le “attività missionarie”.

Mosca (AsiaNews) – Una delle leggi “più repressive nella storia post sovietica”. Così è stata definita dalla stampa d’opposizione russa e dai difensori dei diritti umani la cosiddetta “legge Yarova”, un cospicuo pacchetto di misure antiterroristiche adottato dalla Camera bassa del parlamento il 23 giugno e che al suo interno contiene, tra le altre cose, elementi fortemente limitativi della libertà religiosa.

Battezzato con il nome di uno dei suoi promotori – Irina Yarova, deputato del partito di maggioranza Russia Unita e presidente del Comitato sicurezza alla Duma di Stato – il pacchetto prevede multe fino a un milione di rubli per chi conduce attività missionaria in violazione della stessa legislazione.

L’attività missionaria è definita come diffusione di convinzioni religiose e credo fuori dai luoghi di culto e in generale edifici e siti adibiti ai servizi religiosi, ma anche cimiteri e organizzazioni educative storicamente usate per condurre funzioni religiose. Non è consentita attività missionaria in appartamenti e case private.

Secondo la legge – che ora aspetta la scontata approvazione del Senato e poi la firma del presidente Vladimir Putin – tutti i cittadini che conducono attività missionaria in nome di un gruppo religioso devono avere in loro possesso un documento che attesti l’autorizzazione a partecipare a tali attività, concessa loro dai responsabili dello stesso gruppo di appartenenza.

Questo punto è letto come un bando di fatto alle processioni religiose pubbliche, il cui svolgimento diventa notevolmente complicato in quanto ogni partecipante dovrà essere in possesso di tale autorizzazione scritta.

I cittadini stranieri hanno il diritto di condurre attività missionaria solo sul territorio delle entità federali (città, regioni), in cui è presente un’agenzia locale del ministero della Giustizia. Per i cittadini che violeranno le nuove disposizioni sono previste multe da 5mila a 50mila rubli e per i soggetti giuridici la somma va dai 100mila al milione di rubli. Per gli stranieri la multa è dai 30 ai 50mila rubli, ma è prevista anche l’espulsione dal territorio russo. Verranno punite anche le attività di organizzazione religiose che distribuiranno materiale scritto, audio o video senza autorizzazione.

“Si tratta del divieto di attività religiosa in tutti i luoghi al di fuori di quelli appositamente autorizzati”, ha scritto Tanya Lokshina, direttore di Human Rights Watch in Russia. Alcuni rappresentanti delle Chiese protestanti in Russia hanno inviato una lettera a Putin denunciando che gli emendamenti alla “Legge sulla libertà di coscienza e le organizzazioni religiose”, previsti nel pacchetto Yarova, “violano i diritti umani e le libertà fondamentali in tema di libertà religiosa”.

I leader religiosi, nella loro missiva pubblicata dal sito Portal-credo, ricordano che la Costituzione russa garantisce il diritto di diffondere liberamente credo e convinzioni religiose. “Le modifiche previste limitano la vita privata religiosa del credente”, hanno aggiunto i firmatari (tra cui Serghei Ryakhovsky, capo delle Chiese protestanti di Russia). “L’obbligo imposto a ogni credente di essere in possesso di permessi speciali che lo autorizzino a diffondere il proprio credo, come anche distribuire letteratura e materiale religioso al di fuori dei luoghi di culto e delle strutture adibiti – denuncia la lettera – non solo è assurdo e offensivo, ma crea anche la base per la persecuzione di massa dei credenti per la violazione di tali disposizioni”.

“La storia sovietica ci ricorda di quante persone di fede diversa sono state perseguitate per la loro fede per la diffusione della Parola di Dio”, continuano i leader protestanti, secondo i quali “questa legge ci riporta a un passato vergognoso”. “Vladimir Vladimirovich – conclude la missiva rivolgendosi al leader del Cremlino – a nome di migliaia di protestanti evangelici nel nostro Paese le chiediamo di non permettere che questa legge repressiva e anticostituzionale venga adottata”.

Da ricordare che la legge Yarova prevede anche la carcerazione per “mancata denuncia” di informazioni relative ad attività terroristica, colpi di Stato o complotti e omicidi di uomini di Stato; introduce l'ergastolo per il terrorismo internazionale e obbliga gli operatori delle telecomunicazioni, così come i programmi di messaggistica istantanea e i social network, a memorizzare le informazioni sul contenuto delle conversazioni e della corrispondenza degli utenti.

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