01/08/2018, 11.06
INDIA – ISRAELE
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L’‘Humanae Vitae’ è ‘più di un semplice documento sui contraccettivi’

di Matthew Coutinho*

L’enciclica di Paolo VI parla del vero significato del matrimonio e della vita. Il pericolo dell’uso dei contraccettivi che trasformano l’amore tra uomo e donna nella ricerca del piacere fine a se stesso. Le caratteristiche dell’amore coniugale: pienamente umano, totale, fedele, esclusivo e fecondo.

Gerusalemme (AsiaNews) – L’Humanae Vitae (HV) rimarrà per sempre un documento chiave perchè esso è più di un semplice insegnamento della contraccezione: esso parla del significato del matrimonio e della famiglia, dell’essenza della vita e dell’amore, e pone matrimonio, famiglia e procreazione in questo contesto.

Il pericolo che l’uso di contraccettivi non naturali trasformi la relazione tra marito e moglie nella ricerca del piacere fine e se stesso non è una teoria eccentrica, è davvero reale e possibile. Per questo, in una relazione affettiva in cui ci sia rispetto reciproco, è essenziale porre insieme il significato unitivo e procreativo. È solo quando una coppia è davvero aperta alla vita che essa è parte del disegno della creazione di Dio e rispetta il significato intrinseco e il linguaggio delle relazioni sessuali.

Assistiamo al fatto che più la mentalità della contraccezione artificiale si impone nella società, tanto più le donne ne risentono. Esse devono sostenere il fardello dei metodi non naturali che mettono a rischio la loro salute e il loro benessere.

Il pericolo di ricorrere all’aborto come seconda opzione nel caso in cui fallisca la contraccezione, non è solo una predizione di tenebre e rovina. Vediamo che sempre di più esso accade ai giorni nostri.

Per questi motivi il messaggio dell’Humanae Vitae rimarrà valido per sempre nella nostra società che ricerca l’unione dei corpi senza procreazione (mentalità della contraccezione) e altre volte la procreazione senza unione dei corpi (tecnologie della procreazione assistita).

Con l’Humanae Vitae, Paolo VI non solo ha confermato gli insegnamenti della Chiesa sulla contraccezione, ma ha anche voluto mostrare la sua preoccupazione per le politiche del “controllo delle nascite” che in quegli anni le più grandi agenzie internazionali iniziavano a diffondere, e lo stesso fanno ancora oggi (papa Francesco la chiama “colonizzazione ideologica”).

Il pericolo di una “agenda ideologica” che guida alcune agenzie internazionali è evidente oggi come 50 anni fa, in particolare perché per molti decenni alcuni aiuti stranieri ai Paesi in via di sviluppo erano legati alla promozione dei metodi contraccettivi e dell’aborto (inclusi nei programmi sanitari sulla riproduzione delle donne). Oggi esiste una maggiore consapevolezza delle politiche nascoste che potrebbero guidare gli aiuti delle agenzie ed esistono più opzioni disponibili. È essenziale che la Chiesa cattolica non solo condanni questi tentativi ma faccia tutto ciò che è in suo potere per promuovere la vita in tutte le sue fasi, assistendo coloro che hanno difficoltà a mettere al mondo un bambino e provvedere alla sua educazione e a tutte le altre attività che contribuiscano ad una crescita in salute e a farne un cittadino della società. Con questa “consistente etica della vita” potrebbe nascere un’ampia piattaforma tramite la quale collaborare con le agenzie internazionali nel fornire aiuto ai bisognosi e anche una più grande capacità di cambiare le menti e i cuori nei confronti della vita, in modo che diventi realtà la missione di Gesù “Io sono venuto perché abbiano la vita, e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10:10).

Tra le parti dell’Humanae Vitae che trovo davvero illuminanti e edificanti, vi è l’articolo 9, che è un bellissimo riassunto di cosa comporta l’amore coniugale. Secondo me, esso offre le basi delle pratiche morali che sono enunciate di seguito nel documento. Parla dell’amore coniugale come pienamente umano, che implica un impegno totale basato sull’amicizia, ed è fedele, esclusivo e fecondo. Voglio spiegare brevemente questi cinque aspetti.

Questo amore è prima di tutto pienamente umano, vale a dire sensibile e spirituale. Non è quindi semplice trasporto di istinto e di sentimento, ma anche e principalmente è atto della volontà libera, destinato non solo a mantenersi, ma anche ad accrescersi mediante le gioie e i dolori della vita quotidiana; così che gli sposi diventino “un cuor solo e un’anima sola”, e raggiungano insieme la loro perfezione umana.

È poi un amore totale, vale a dire una forma tutta speciale di amicizia personale, in cui gli sposi “generosamente condividono ogni cosa”, senza indebite riserve o calcoli egoistici. Chi ama davvero il proprio consorte, non lo ama soltanto per quanto riceve da lui, ma per se stesso, lieto di poterlo arricchire del dono di sé. 

Un’altra importante caratteristica è che l’amore coniugale è fedele ed esclusivo fino alla morte. Così infatti lo concepiscono lo sposo e la sposa nel giorno in cui assumono liberamente e in piena consapevolezza l’impegno del vincolo matrimoniale. Fedeltà che può talvolta essere difficile, ma non impossibile. L’esempio di tanti sposi attraverso i secoli dimostra che dall’amore fedele ed esclusivo scaturisce una intima e duratura felicità.

Infine l’amore coniugale è fecondo, che non si esaurisce tutto nella comunione dei coniugi, ma è destinato a continuarsi, suscitando nuove vite. Il matrimonio e l’amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole. I figli infatti sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori.

*professore di Teologia morale al monastero salesiano di Ratisbonne a Gerusalemme

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